Tag Archives: critic@l mind

Be Human?- part. II

Cammini per strada pompando i tuoi 100 kg nelle Air Max, quasi dovessero scagliarti verso il cielo. Dondolo bisbetica, costretta nella tua scia, imprecando per l'odore di sudore che emani. Scarto sulla sx, raggiungendo le strisce pedonali. Un suv mi passa così vicino al viso da sollevarmi i capelli. Ti ringhio una maledizione. Sei sempre tu. Raggiungo il supermercato. E' un'ora tranquilla. Sopporto a malapena la tua presenza tra gli scaffali. Poso con cura quell'aggregato in varie misure di riso e mais che compone la mia alimentazione, insieme a vari alimenti verdi che odorano di pungente clorofilla, in un cestino senza ruote. Odio il rumore assordante che quelle minuscole ruote riescono a produrre nel silenzio quasi cattedralico.
Mi avvicino alle casse. Davanti a me un carrello abbandonato, stipato delle più immonde schifezze l'umana ingordigia abbia mai prodotto. Mi guardo attorno. Nessuna traccia di un proprietario. Aspetto, dondolando insofferente. Nulla. Mi appresto ad inserirmi nella coda quando arrivi, brandendo una bottiglia di cola cheap e un sacchetto di patatine. Aperto. Getti con noncuranza la bottiglia sul cumulo variopinto che avevi già raccolto. Le patatine no. Le stai già masticando rumorosamente con la bocca semiaperta ed un agglomerato si raccoglie all'angolo destro della bocca, lì dove il rossetto beige shimmer incontra la v della matita borgogna. Faccio appena in tempo a notare le tue Air Max, da donna. E il cappellino della nazionale di calcio che copre ciocche stoppose nero/amaranto. Prima di voltarmi dall'altra parte per trattenere un conato di vomito.
Umani.

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Sono nEVE

Il sistema collassa. Il sistema è schiavo. Houston, non abbiamo più un problema. Ne abbiamo quattro. Quello di morire, in fondo, è il rischio minore. E' sopravvivere l'anomalia. Quella del sistema che non funziona ma non lo sa. Per quello sta in piedi. Questo insetto decapitato di sistema. E la sua testa che è fuggita per non vedere. Tanto, prima o poi, il corpo saprà. Dicono che il corpo sappia sempre tutto. Ma non può comunicarlo alla testa. Perché è fuggita. Per non sapere. Perché l'ignoranza è salvezza. L'ignoranza è il balsamo al vero dolore. Riempimi il cuore di effetti placebo. Convincimi che è tutto possibile, che abbiamo fatto il possibile. Che abbiamo fatto qualcosa. Che qualcosa rimarrà. Di noi. Di me. Non solo il profumo di rose invecchiate.
Questo è il requiem per il mio sogno. Il mio e di nessun altro. Se lo vedi senza suono non puoi capirne la morale. E' la colonna sonora a dirti cosa dovresti provare: dolore, rabbia, piacere, depressione, ansia, paura. Suggerisce al tuo cervello il messaggio subliminale dell'immagine e lo prepara a ricerverlo, ad interpretarlo.
Questo è il requiem del mio sogno. Gestisco io la modulazione di frequenza. Attivo gli auricolari quando mi fa comodo. Perché non è detto che senza suono mi faccia meno male. Ma ne fa meno a te.
Questo è il requiem per il mio sogno. Il refrain dei miei lamenti. Segli tu ora i titoli di coda. Dimmi se così ha lo stesso sapore. Modifica prospettiva. Il copione, beh, quello rimane com'è. Ma sono sicura che sapresti farne un capolavoro. Il tuo, sì, diventerebbe un bildungsroman. Anche se non sai nemmeno cosa significhi.

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Ingredients: Aqua

Giovane, dicono. Eppure in questo corpo non funziona niente.
*Ibuprophene, proxilane, dimyristryl tartrate, sodium fluoride, isopropyl alcohol, trimethylsilylamodimethicone, cocamidopropyl betaine, phenoxyethanol*  
Cosa ti serve ancora?

Piegata sulle ginocchia. Vomito. Che succede? – Niente. Sono umana. Sudo, svengo, respiro. Mi nutro. Mi avveleno.
Tutto normale, dicono. E quando dicono ‘normale’  stanno nascondendo il marcio sotto il tappeto.

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The Others

Giaccio riversa sul letto mentre un dolore lancinante sevizia ogni neurone e fa scempio di ogni controllo.

E’ quando si ha bisogno di collaborazione empatica che si squaderna in tutta la propria mediocrità l’impotenza comunicativa dell’essere umano.
Ci siamo Noi e ci sono Loro.

Loro
Sono armati di poche opinioni, per lo più imbarazzanti. Li muove la convinzione di far tutti parte di una spocchiosa oligarchia di meritevoli /
miliardi di presunte eccezioni che popolano il pianeta.
Possono usare un senso alla volta e sono capaci di compiere un’azione alla volta. Di solito decidono di parlare /
Sono megafoni di una dialettica opprimente quanto ignorante.
Lettori superficiali e distratti /
rendono superflua la prosa [ Sottintesi prostrati dalla frustrazione tentano il suicidio sparendo dagli scritti ].
Dove c’è indagine rimane uno slot vuoto. Perché chi scrive conserva un’anima antica.  Perché chi scrive è sempre un fottuto sentimentale.
Loro però non hanno debolezze /
Sono in grado di compiere le azioni più nefande senza che l’oscura orma del rimorso calpesti la propria coscienza.
Loro sono la merda che concima la mia misantropia mentre scavo buche di due metri per uno in cui lasciare la mia diplomazia marcire senza pace.

AMEN


Noi
che non siamo loro. Sentiamo metal come una passione carnale. Soffriamo. E moriamo bestemmiando.

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H20dio

Non so perché mi è riaffiorato prepotentemente alla memoria questo film..
Sarà per una Miss Rocchetta Bellezza.

Con i miei più sentiti omaggi.

Titolo internazionale:HATE2O
Regia: Alex Infascelli
Anno: 2006

Trama da Horrorblood: Olivia possiede una casa su un’isola in mezzo a un lago, e, insieme a quattro amiche, Summer, Ana, Christina e Nicole, decide di passarvi una settimana di digiuno, in cui si limiteranno a bere unicamente acqua, per purificare corpo e mente e depurarsi dai veleni e dai problemi di tutti i giorni…(continua)
Se avete intenzione di mettervi a dieta, se non temete voi stessi, se pensate di odiare tutto o non odiare nulla e se pensate di conoscervi bene o di credere nell’amicizia…beh, siate pronti a mettervi in discussione.

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News

Giornata plumbea e umida, naturalmente solo su questo freddo e inospitale satellite.
Scende la pioggia e con essa va giù anche il mio morale.

Solidale con tutti, come sempre, ma soprattutto con chi non si vergogna di difendere il proprio cervello da attacchi di terrena, presunta, santità. La Sapienza è di tutti, l’Università e la cultura, devono, a mio parere, obbligatoriamente, rimanere separati da chi pretende di controllare il libero arbitrio spirituale, da chi si intromette in questioni che, spesso, non lo riguardano.

E non si parli di intolleranza o di tentativo di tappare la bocca, perché chi ha un intero stato a disposizione e media  di proprietà non ha certo problemi ad esprimere, in prima pagina, la propria opinione. Chi, invece, ha solo il potere di difendere il proprio cervello deve farlo con tutti i mezzi possibili, compresa la protesta civile. Soprattutto con la protesta.

Adieu.

Ps: C’è un nuovo link nel mio elenco. Una piacevole collaborazione. Sperimentale. Anche di un’altra me.

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Critic@l Mind

Mi ero ripromessa di non portarmi il lavoro a casa, ma non mantengo sempre le promesse.
Inauguro quindi una nuova rubrica: "CRITICAL MIND".
Stanno fiorendo in questi giorni spot pubblicitari irritanti. E visto che non passo l’intera giornata tra elucubrazioni emo-lunari, li vedo, m’incaxxo e scrivo.
Se avete accumulato chili durante le feste, fatevene una ragione, un bicchiere d’acqua o far colazione con una tazza di cereali non vi aiuteranno a diventar fuscelli, SICURO!!!!
Acqua che, tra parentesi, non è neanche elisir di giovinezza. Se siete sugli anta, ci rimarrete comunque. Questo non per smontare le vostre speranze, ma almeno per salvare dalla corruzione, se non il vostro corpo, almeno la mente.
Poi, Donne, possibile che la vostra giornata sia appesa ai capricci del vostro intestino???Che la regolarità delle vostre espulsioni sia per voi la chiave del successo sociale?? Uno yogurt non è la panacea a tutti i vostri mali, non è il trono di porcellana quello a cui dovete aspirare!

Ogni giorno siamo sottoposti ad una quantità abnorme di illusioni, guardatevene bene, usate la vostra MENTE CRITICA e SCEGLIETE!!!!

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