Come casa

Arrivavi a notte fonda. Riconoscevo il tuo respiro per le scale. Falcate di scalini a due a due, come avessi fretta di arrivare. Io, occhi socchiusi, arruffata, in pigiama, ti guardavo chiudere la porta e mi infilavo sotto il piumone. Tu ti spogliavi e scivolavi sotto le coperte. Mi abbracciavi ed io smettevo di tremare, chiudevo gli occhi e finalmente scivolavo in un sonno sereno.  Sapevi che avevo bisogno solo di quello: sentirmi al sicuro.

Poi ho incontrato te ed ho scoperto di saperlo fare anche io. Ti stendevi accanto a me, chiudevi gli occhi, ti si distendevano i lineamenti e ti addormentavi come un bambino.
Ed io, in quel momento, forse stavo dando l’amore che speravo di poter donare: quello di chi riesce ad essere casa.
E forse, per la prima volta, con te, mi sono sentita a casa anche io.

Non biasimarmi se non riesco a non tornare da te ogni volta.

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