Come l’orchestra su un relitto

Apro gli occhi. Qualcosa mi ha svegliato. Una voce. Scalpiccio. Più che altro ansia, agitazione. Grida fuori orario. La luce è grigia, è presto, che ore saranno? Saranno le 7. Ma allora perché urlano? Qualcosa non va. Mi alzo? Cazzo quanto piove. Non avrà mai smesso? Saranno 12 ore, forse più. ” VAI SUUU”. Ma perché grida? Il nipote della vicina, lo conosco di vista dalle elementari, è sempre uguale, avrà qualche anno più di me. Ho un po’ di pudore a farmi vedere scomposta ma ormai mi ha già vista in tutti i modi. Mi alzo e vado alla finestra. Eccolo lì, merda, mi ha vista. “Funziona il telefono?”. Perché non dovrebbe funzionare? Boh. “Allagando”. Ha detto “allagando”? Cazzo quanta acqua. Qui sembra tutto ok. In bagno ok. Nel ripostiglio anc…oh, merda! No, qua è tutto nell’acqua. Cazzo, entra acqua, “STIAMO IMBARCANDO ACQUA!” “VIENI VIA!” Oh merda oh merda. Svegliare i nonni, svegliare i nonni. “Nonno svegliati, nonna – Ommerdaommerda – dai, svegliatevi! Nonno, sì, ecco, nonno vestiti e sveglia nonna, sta entrando acqua”. “TE LI MANDO SUUUU!” “VIENI VIA ANCHE TUU” “NON POSSO, non posso, entra acqua, oh merda” “MANDALI SU DA ME E VIENI ANCHE TU” quasi non riesco a sentirlo, c’è solo acqua, rumore di acqua, è il fiume, ha sfondato il cancello, ma c’è un altro torrente che prima non c’era, giù dalla collina, c’è terra, cazzo, franerà. Acqua, devo togliere l’acqua. Come cazzo faccio? Non ho un secchio. Bacinella. E sacchetti di plastica. Posso allargarli e prendere più acqua che posso. “SIETE PRONTI?” “Nonna non ha capito” “Ok, ci penso io. NONNA, nonna vestiti e vai su, sta entrando acqua, ecco, metti questo e questo, ok? Vai su con nonno, ok.”. Acqua, cazzo, entra sempre più acqua. “Nonno, che aspetti?” “Te” “Nonno, vai, ti prego, VAI”. “STA CEDENDO IL MURO! VIENI VIAAAA”. “NON POSSO, non posso, entra acqua” entra acqua, devo toglierla, oddio, come faccio, si sta crepando, come faccio, il secchio è già pieno, svuota, riempi, svuota, riempi, svuota. Sta cedendo. Devo fare più in fretta. Riempi. Svuota. Riempi. Svuota. “NON C’È PIÙ NIENTE DA FARE! VIENI VIA DA LÌ”. No, no. Riempi, svuota, riempi, svuota. Se proprio deve finire così farò come il direttore d’orchestra: affonderò con la nave.

3 thoughts on “Come l’orchestra su un relitto

  1. Topper says:

    Orchestra o no, stai bene? Troppe cose brutte ho sentito ultimamente per colpa dell’acqua, che poi colpa non ha.

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