Se cadi dalle nuvole ti spezzi le ossa

Quindi, la vita sarebbe questo? Sarebbe andare avanti ad oltranza, sarebbe incassare, sarebbe non cercare una risposta, non cercare una speranza, non prendersi mai il tempo per tirare le conclusioni; incassare e basta, andare avanti, ad occhi chiusi, a testa bassa. E tutto per cosa, poi? Quale premio? Quale vittoria? Quale senso? Ho perso l’amore, la mia famiglia, la mia dignità. Ho perso la speranza, la forza, la magia. Ecco, più di tutto, forse questo: è un mondo stinto, fuori, un mondo vuoto, come un tic nervoso, un conato inarrestabile, un reato impunito. Per cosa, tutto questo? Se non c’è un abbraccio, una schiena contro la quale incollarsi, chiudere gli occhi e non vedere più altro, chiudere gli occhi sulla cruda pelle, su quella verità informale che tutto custodisce e protegge, anche la luce, le ombre, le tenebre e ogni minuto e le ore e i mesi e pure l’eternità. Cosa resta, quando il destino ha solo spine, quando il sanguinare non si arresta, quando resta solo il male, profondo abisso, bestia avara, crudele, meschina.

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