Era Nera

Respiro appena. Fuori da qui la stanza è gelida. Fuori, più fuori, è una notte avida e spenta. Quasi respiro acqua, densa di rumori d’altrove: un notiziario, voci, gorgogliano tra i battiti del mio cuore. Oltre l’acqua solo buio e lo sciabordio dei miei movimenti. Posso stendere una gamba alla volta, per scaldarla appena. Tutto ciò che affiora, gela: seno, naso, ginocchia. Ma anch’io sono altrove: oltre il buio, il freddo, la notte. Solo acqua che scolora tiepida. Solo acqua e il mio battito ovunque. Sono al chiuso del mio sangue. Sono sangue che rallenta, sono un battito viola, lento, quasi nero. Sono un aborto scuro, forse un feto, forse un cancro, un grumo scuro di pensieri che dall’acqua affiora. Morto a galla, nuova era, forse nascerò farfalla, forse attenderò millenni di crederci ancora. Tutto è spento, è silenzio, le tragedie si consumano come le fiamme. Si spegne la notte, fredda come l’acqua, come il sangue rallenta, un minuto, è passato, consunto. È tutto è altrove.

3 thoughts on “Era Nera

  1. Topper says:

    Felice di poterti rileggere.

  2. ogni volta che leggo un tuo post mi si stringe il cuore.
    mi basterebbe avere la metà della tua dolcezza e della tua poesia.
    e mi piacerebbe portarti via un po’ di tutta questa tristezza.

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