Sereno a pezzi

Lei lo guardava di sbieco, metà del viso coperta dai capelli, con quell’onda da diva anni ’50. Stava seduta in punta di sedia, come fosse sempre pronta a scattare in piedi e andare via, ondeggiando i fianchi sui trampoli a rocchetto, o come se si trovasse sempre sul ciglio di un’occasione, indecisa se gettarsi o allontanarsene. Lo snobismo di un locale fumoso di jazz, lo sguardo altero sostenuto dal rimmel.

Lei aveva tagliato i capelli da sola, senza nemmeno uno specchio; aveva afferrato le forbici, sporche di colla del nastro adesivo da pacchi tagliato per chiudere tutti gli scatoloni che la circondavano e, con fatica e poca precisione, aveva fermamente reciso ogni ciocca. Non le importava di non essere bella, di cosa la gente avrebbe pensato, di non essere al meglio: che cazzo, aveva cercato di comprendere quella logica da giungla, aveva cercato di stare al passo, di stirare la divisa, di non mangiare le unghie, di essere sempre sul pezzo; eppure aveva l’impressione che quel pezzo, comunque, fosse un ridicolo pezzo, un osso di plastica contro cui accanirsi, a cui mostrare i denti, mentre il resto, tutto il resto, convertitosi in vuoto, le si era annidato dentro e le stava squarciando il petto.

In giro c’è solo gente felice. È quasi Natale e ci sono solo coppie felici; è questo a cui pensa, al fatto che anche lei era un pezzo di quelle coppie felici, anche lei si faceva strada tra le bancarelle cercando di stringere le sue dita che sfuggivano tra la folla. Ed ora non rimane più niente, anche le luci le si spengono negli occhi e l’odore di zucchero delle ciambelle e le sere pungenti e quei pezzi di cielo limpido.

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6 thoughts on “Sereno a pezzi

  1. Topper says:

    Qualcosa invece rimane sempre.

  2. adoro leggerti.
    lo adoro.
    e basta.

  3. silenthell16 says:

    Ho abbellito così tanto la mia fossa che ci son volte in cui mi chiedo cosa ci sia sotto; non son certa di ricordarlo.
    Quest’anno ho qualcosa da stringere, ma il vuoto taglia lo stesso la sua fetta di torta, così per sfizio. Perchè è più facile fare i conti con quello che con tutte le altre assenze.
    Ora che sei tornata, rimarrai vero?

    ti abbraccio
    S

    • Io ci sono sempre, non vado via, porto dentro tutto, e più è, meno riesce a trovare spazio per uscire, si accalca sulle dita ed escono solo forme scomposte di un caos ordinario. Il problema è che non riesco a tornare in me, continuo a fuggire, ad andarmene lontano, mi chiedono “dove sei?” Ed io non sono rispondere. Ma non sarò mai troppo lontano per tenderti le mani.
      Ti bacio.
      Tua *

  4. Bakkio2 says:

    Miiiiiiii… Mi vien da piangere. Mi piace troppo leggerti, e non tanto per il modo in cui scrivi, ma per quello che scrivi, e le emozioni che emani.
    E a leggerti una certezza rimane. Esistono ancora donne romantiche che soffrono sinceramente per Amore! ❤

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