Era eroina

Sapete? Non so perché sono qui. È un gran problema. Non so perché, perché mi abbiano messo al mondo e poi debba trovarmi un senso io. Non funzionano così le cose: si agisce in base ad un obiettivo, un progetto definito, un bilancio, un’economia. Invece sono qui e non c’è motivo. Sono qui e non so che fare. Non riesco a fingere a lungo di essere gli altri. Perché questo funziona per un periodo breve: io copio i loro gesti in mezzo alla gente, ma poi loro tornano a casa e io lì rimango sola a fissare il vuoto. Non credo funzioni così. Eppure nulla mi interessa, nulla mi emoziona, nulla mi trattiene. A volte sento spalancarsi un abisso nel cuore, una vertigine buia, resto senza fiato per svariati minuti e desidero sia finita. Invece poi passa. E rimango di nuovo io. Sola. Sola in un intero pianeta di cui non mi importa un cazzo. Assurdo, vero? Piango. Spesso piango. Scoppio in singhiozzi profondi senza un motivo apparente, finché non mi fanno male le costole, i polmoni, la gola, gli occhi. Poi purtroppo passa anche questo, passa e resto sola, con solo questo dolore cupo, sordo, nella testa, dolore che non fa compagnia, non consola, scava e basta, morde e basta. E tra un minuto piangerò di nuovo e scriverò tra le lacrime queste parole incomprensibili e non cambierà niente. È una malattia vivere? Io credo proprio di sì. Una malattia che uccide lentamente. Vorrei guarire ma non si può. Come è possibile che sia legale tutto questo? Com’è che ci si indigna per tante cose e non per costringere qualcuno a vivere? Perché non mi dite che basta suicidarsi e sei a posto. Non è vero. Se mai ci aveste provato in vita vostra sapreste che non è affatto facile; innanzitutto perché esiste questo assurdo senso comune di difesa dell’esistenza altrui indipendentemente dalla volontà dell’individuo. Non si può dire ” Cazzo, lasciatemi in pace”. No. Loro si accanirebbero a cercare di tenervi in vita in qualunque condizione. Così. Tutti eroi, sono. Eroi quelli che ti salvano se vuoi morire, eroi i medici che ti tengono in vita se manco sei capace di respirare autonomamente, eroi quelli che ti guardano scrollando la testa, eroi quelli che ti dicono di lottare e tu non capisci per cosa cazzo dovresti lottare se non vuoi, se non ti interessa nessuna guerra. Wow. Tutti eroi. Che cazzo ci sto a fare io in un mondo di eroi?

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22 thoughts on “Era eroina

  1. Michele says:

    perché sono qui? bel dilemma (se lo poneva sempre anche uno dei tre nipoti di paperino)😉
    in verità non so il perché, cerco di godermelo, finché dura, perché all’oblio preferisco infintamente la coscienza di me
    (un abbraccio)

  2. Wish aka Max says:

    Se ti può consolare, è da quando esiste l’uomo che le domande sono sempre le stesse: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. C’è chi queste domande se le pone “di striscio”, e ci sono animi più tormentati che invece le vivono come un macigno sulla schiena.
    Ti regalo una citazione, chissà che non ti aiuti un po’.

    Ci sono sempre momenti in cui ci si sente vuoti ed estraniati
    Questi momenti sono i più ambiti,
    perché significa che l’anima ha mollato gli ormeggi e veleggia verso mete distanti.
    Questo è il distacco –
    quando il vecchio è finito e il nuovo deve ancora venire.
    Se hai paura, questo stato può essere ansiogeno,
    ma non c’è veramente nulla di cui aver paura.
    Ricorda queste semplici istruzioni:
    Qualunque sia la cosa in cui ti imbatti –
    vai oltre.

    Nisargadatta Maharaj

  3. silenthell16 says:

    Vivere ha smesso di essere una cosa godibile quando ero ancora piccola. A dieci anni mi si è fermato tutto, credo da qualche parte ci sia già una lapide per me con la frase ad effetto e i fiori di lato. Capisco di cosa parli perchè nessuno mi ha mai insegnato come vivere, come sopravvivere a tutto questo. Vago alla cieca senza più neanche cercare un senso perchè, la verità è che non esiste. Per quanto lo cerchi, lo desideri perchè altrimenti è un girare intorno alle stesse cose per secoli son tutte parole fatte d’aria. Quando mi svegliai all’ospedale con un tubo in gola mi prese la rabbia. Perchè era e tutt’ora E’ una MIA decisione e di nessun’altro. Mi vengono a dire “la vita è un dono”, e io rispondo che come tale sono libera di farne ciò che voglio. Come se poi fosse stata anche lì, una mia decisione quella di venire al mondo. Tutte queste grandi gesta da eroi mi fan montare la rabbia. Una rabbia acuta e profonda perchè non ho mai voluto esserci e continuo tutt’ora a traballare tra l’oblio e il desiderio di morte che mi accompagna da sempre. Succederà, presto o tardi succederà e se voglio farlo nel qui e ora, con la testa ancora funzionante e la dolcezza che ho deciso per me stessa, dov’è l’eroismo nel fermarmi, nell’ancorarmi qui?
    L’essere umano è egoista, ricordalo sempre tesoro mio. Non ti lasciano vivere e nemmeno morire perchè sarebbe cattivo, brutto e li faresti sentire colpevoli. Se e quando sarà voglio che sia un atto di ribellione il mio, non qualcosa di standardizzato che altra gente ha deciso andasse bene per me. Il tempo non cura un cazzo di niente, peggiora solo le cose. Non le evolve, le distrugge, le logora, le trasfigura. La bellezza non la vedo, non c’è ma potrei sbagliarmi come ho già sbagliato valutazione molte volte nella mia vita.
    Ti bacio forte
    Ta
    S

  4. LaMusa says:

    Mi sembra superfluo aggiungere qualsiasi parola, qualsiasi tipo di pensiero, o opinione a questa tua nuova pagina.
    Ecco, per me è una nuova pagina di te, e non voglio intaccarla..ma non sono riuscito a non lasciare una traccia.
    Quindi mi siedo accanto a te e guardo nella tua stessa direzione, in silenzio.

  5. Tizio says:

    Si nasce per volontà altrui, non propria. Un tempo il senso della vita era nella continuità della stirpe, della professione, di una certa ereditarietà familiare e patrimoniale da proseguire e tramandare. Oggi non è più così, l’essere umano è più solo e più isolato, non esistono più macrocontesti. Il grande afflato nostalgico che impregna la nostra società è questo: ha più valore guardare al passato (che è già esistito e quindi è noto) che al futuro (fonte di incognite, dilemmi e preoccupazioni). Probabilmente un giusto equilibrio è vivere nel presente e concentrarsi su di esso senza lasciarsi prendere dalla smania di progettare e programmare. La vita è molto caduca.

  6. Topper says:

    Hai il diritto di stare qui tanto quanto il diritto di non starci. Se resti però è più bello per tutti e, tutto sommato, anche per te.

  7. Clohe says:

    Per me il diritto di morire è pari a quello di vivere. Quanto meno è una scelta e se presa con consapevolezza può anche avere il suo senso (finchè sei viva, quando sei morta, non esiste nemmeno un senso). Dunque perchè scegliere di morire? O perchè scegliere di vivere? Io intanto che ci penso, resto viva, che indietro poi non posso tornare😀
    Che poi uno può morire a caso, senza nemmeno volerlo, all’improvviso, quando aveva mille ragioni per restare in vita. La tua vita, è roba tua, non degli altri. Quindi prendi le strade che reputi migliori per te stessa.
    In ogni caso restare qui ti dà una possibilità, sempre, la morte no.
    Io comunque nel dubbio farei una lista di pro e di contro😐

    Scusami per l’infinito commento, ma mi è piaciuto particolarmente il post.

    • Invece ti ringrazio per il contributo prezioso. Credo che tutto possa riassumersi così: sono una perfezionista e la vita perfetta non lo è, quindi non sarò mai all’altezza delle mie aspettative e una vita di frustrazioni, secondo me, non vale la pena viverla. Purtroppo sono invecchiata e quello che mi sarebbe riuscito bene da adolescente ora non mi riesce più con la stessa facilità. Quindi è frustrazione doppia o tripla perché comunque, forse, non ho nemmeno più le palle di riuscire ad andarmene. Tutto qui.

      • Clohe says:

        Nessuno di noi le ha mai le palle di andarsene.. La maggior parte vuole sapere come andrà a finire ^^

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