Scream of consciousness

È che a volte le cose succedono. Succedono forse quando sono inevitabili. Cose giuste vestite da cose sbagliate. Che l’errore sta nell’essere arrivate proprio per sovvertire quelle regole che non vanno. Cose sbagliate, vestite da cose giuste, come se avere sempre una norma da seguire fosse corretto. Sforzarsi e fallire, snaturarsi e perdersi, il buono, il giusto o almeno quello che sarebbe riservato a sé stessi, per un motivo o l’altro. Perdersi e restare immobili, aspettando un segnale. Dimenticando che per cogliere il segnale si vedrà necessario infrangere qualche regola. E avere paura di trasgredire: ché ti hanno insegnato che chi non segue le regole commette peccato, che il peccato lo hai sempre immaginato come una macchia tumorale nel cuore che lentamente divora, che emargina, che delude, disturba, lascia soli in balia del proprio vergognoso destino. Che se ne sei incatenato, se ne sei ingabbiato, da certe cose non puoi pensare di fuggire senza scardinare la porta. E non è detto che non faccia male, anzi, farà male per forza. Perché c’è dolore e dolore. C’è quello che stagna per terra e verso il basso ti trascina, ti afferra i piedi, ti immobilizza, e ti consuma piano piano. Poi c’è il dolore dello sforzo, quello più lancinante, il taglio, lo strappo, quello che pensi ti abbia lasciato morto, un po’ come quando ti lussi una spalla e bisogna rimetterla al suo posto. Però poi quel dolore sparisce e sparisce lasciandoti dentro un sentore di alba, quel momento in cui il velo si solleva sul mondo sollevandoti un po’ e ti chiedi come potessi non averla notata prima. E ti chiedi se saprai stringere abbastanza i denti per quell’attimo, che già sono consumati e fanno male, ti chiedi se resisteranno, anche loro, o non si spezzeranno, come, in fondo, senti di essere già spezzato.

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One thought on “Scream of consciousness

  1. bestiabionda says:

    ti ho mai raccontato della mia lussazione congenita alle spalle?
    del fottuto male che fa quando escono?
    sappi solo che io le spalle, quando escono, le rimetto dentro da sola. e piango tantissimo imprecando tutti i santi e le divinità del mondo conosciuto e non. E mi dicono sempre che rischio di recidermi i tendini.
    e insomma.
    sfonda quelle porte, lussati le spalle. spacca la gabbia.

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