Lezioni di vita

Ciao, sono Bianca ma mi chiamano Calimero.
Ho sempre avuto gli occhi segnati dai pugni dell’insonnia, stanchi dai libri letti con la torcia sotto le lenzuola, macchiati di lacrime che appiccicano le ombre addosso, come i ritagli di carta sul cartoncino con la coccoina.
Occhi che si sono abituati al buio dei ripostigli di punizione, mentre gioco con la luce che filtra attraverso le finestre chiuse, facendola scorrere tra le dita.

Da sola ho imparato molte cose.

– Ho imparato a guardare i pulviscoli danzare e che se muovi velocemente la testa su e giù le liste delle persiane magicamente scompaiono e puoi guardare fuori, senza muoverti, senza toccare la finestra, perché non si può.

– Ho imparato che non ha senso dire la verità, tanto le prenderai comunque.

– Ho imparato a prendermi le colpe che non ho perché alle botte si sopravvive e si può tornare in punizione a giocare coi pulviscoli.

– Ho imparato che la gente è cattiva e che se vuoi sopravvivere devi cominciare a tirare fuori le unghie. Così ho cominciato a mangiarmi le unghie fino a farmi sanguinare le dita.

– Ho imparato che se non hai nulla non hai nulla da perdere.

Ciao, sono Bianca e sono ancora in punizione. Perché in punizione, dopotutto, si sopravvive. Perché io forse un po’ la merito, perché le lezioni le imparo sempre a metà. E forse qualcosa da perdere ancora ce l’ho, ma non lo dico a nessuno.

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3 thoughts on “Lezioni di vita

  1. keewisback says:

    che roba, – Ho imparato che la gente è cattiva e che se vuoi sopravvivere devi cominciare a tirare fuori le unghie. Così ho cominciato a mangiarmi le unghie fino a farmi sanguinare le dita.
    Come ho fatto a non arrivarci da sola??
    Avevo legato l’aggressività ai denti, ma non alle unghie. Eppure è così bio-logicamente ovvio!

    Amo anch’io il pulviscolo, ma non le botte.
    E a me sembra che tu, è come se sentissi il bisogno di prenderle, invece.
    Magari, però, ho capito male.

  2. silenthell16 says:

    Ho imparato che le punizioni mi servono psicologicamente, che siano interne o esterne quello è un dettaglio.Forse siamo dipendenti dalle nostre colpe, probabilmente perchè non siamo meritevoli di niente, neanche d’essere.
    Ho imparato a volerti bene, a vederti bellissima e fragile come un bicchiere in bilico nell’aria.Quell’aria che profuma di giorni che non vedremo mai.
    Ti stringo
    Ta
    S

    • Forse ci hanno insegnato troppe cose stupide tralasciando quelle più importanti. Che, come te, credimi, non ce n’è. E la tua unica colpa è di non rendertene conto. Sei speciale. E il tuo nome io lo ricordo bene perché è scritto nel mio cuore, in un angolo segreto e buio.
      T a.

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