4.40

Ovunque tu sia ti tengo sottopelle; sarò fortezza e piuma, la corrente che tutto trascina, elettricità latente. Ovunque tu sarai so dove trovarti, in un racconto senza fine: tu, la volontà che si afferma, obiettivi da realizzare; io, anima soffusa, paura e magia. Giorni di voci smarrite che non sanno più raccontarsi eppure si intrecciano, si fondono, in un unico, veloce pulsare.

Di tutti i tramonti sarò sempre il più tragico;

Di tutte le albe sei la promessa.

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7 thoughts on “4.40

  1. tu sei la magnificenza nella tragedia.
    non c’è promessa più grande della meraviglia che sei.
    non te lo dimenticare.

    un bacio

  2. devo ripetermi, le tue parole hanno un effetto accecante su di me. encefalogramma bianco, mica piatto (quella è la norma credo.)

    • Grazie, davvero. Io ti vedo,anche quando sembra che non me ne accorga io vedo, leggo, raccolgo tutto. Grazie per ogni pensiero, fanno bene.

      • dubito del mio saper sentire. ma i tuoi sguardi sono inconfondibilmente profondi e fissi.
        dubito di essere in grado di farmi sentire. ma questo è uno dei posti in cui torno sempre.
        se tu non scrivessi non conoscerei il peso che schiaccia quando ci si immerge tanto. non conoscerei una meraviglia tanto potente e devastante.
        Grazie, a te, tanto.

  3. bestiabionda says:

    il miglior post di tutti i tempi, forse.
    di tutti i tramonti puoi solo essere il più bello.

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