Before the winter

Italy, 10.10.11
I miei passi crepitano dentro le sneakers. C’è un tappeto arancione dove fino a ieri c’era l’asfalto, già spezzato dalle radici affioranti degli alberi. Un giorno salterà via e le radici correranno per le strade, le fronde invaderanno le finestre dei palazzi tutt’attorno, l’edera coprirà l’intonaco scrostato e gli uccelli nidificheranno sul cavalcavia, indisturbati, come in una favola.
Cammino con una canzone sparata nelle orecchie e mille pensieri per la testa. Sto ripercorrendo la solita strada, quella che finora mi ha portato a casa. Lo sto facendo per l’ultima volta ma non so se ne sono consapevole. I miei occhi percorrono l’abitudine, scivolo sotto lo sguardo assente della gente, estranei che in fondo conosco un po’, orari e luoghi che si sono intersecati per anni, casualità e distrazione. Non sogno di portare tutto con me, non è mai stato un paradiso: un quartiere di periferia, transito per molti, futuro di pochi, paesaggio scarno e crudele, molto verde tutt’attorno, poco dentro, nessuna decorazione, nessun palazzo storico, pochi fronzoli. Non è mai stato un paradiso: non puoi lasciare il motorino sotto casa perché la mattina seguente puoi trovarlo incendiato o non trovarlo più, c’è il pazzo che non fa che urlare di notte, c’è sempre qualche cane lasciato solo in casa a guaire di solitudine per ore e ore.

Ma oggi è una giornata serena e tutto questo sembra non contare. Il cielo, limpido e intenso, sembra di lucida glassa; il sole scalda la pelle come in estate ma si può respirare. Sembra tutto più dolce, anche se nulla è cambiato. E sento di amarlo ed odiarlo, perché mi ritrovo a guardare con un sorriso e gli occhi lucidi quello che domani tornerei a maledire. Ma è così che ha fatto in questi anni, è così che fa con chiunque passi di qui.
Guardo il tramonto disegnare ombre lunghe sui palazzi. I merli si ordinano sui tetti e intonano il loro saluto al sole. L’aria diventa improvvisamente più fresca, cancellando quello che fino ad un istante prima sembrava un miraggio d’estate.
E’ finita. Scivolano gli ultimi raggi, annegando in tiepida incandescenza, arrossiscono e si spengono. Quasi non batto le palpebre per non perdere nemmeno un istante di questo addio.
Perché ora so che lo sto facendo per l’ultima volta.

“I’ll show that all the dreams are true
if you only let them be before the winter.”

Buon anniversario a me.

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17 thoughts on “Before the winter

  1. el says:

    ah. gli stratovarius. e questa canzone. aspetta, spengo i ricordi e leggo il post.

  2. Wish aka Max says:

    Buon anniversario, e buon viaggio. Le partenze sembrano traumatiche ma poi ci si avvia e si va, e le gambe corrono da sole.

  3. Spero di festeggiare anche io un anniversario di questo tipo.
    Auguri🙂

  4. asanisimas says:

    Raccontami la storia di biancaneve….e ti prego perdonami !!

  5. DigitalAngel says:

    Questo post lo prendo come un augurio anche per me stesso, visto che in fondo alla mia anima ho celebrato un addio simile, proprio poco tempo fa.
    Una delle prime volte che guardare quell’odiato pezzo di cielo è stato quasi dolce.
    Prima che splendide radici sbriciolino l’asfalto e spacchino i vetri delle finestre, penetrando ovunque.
    Hai mai avuto la paura di esser costretta a dover tornare per restarvi inchiodata, per un qualsiasi motivo? La paura di non riuscire, realmente e definitivamente, a sollevarsi da quell’asfalto tossico?

  6. La verità è che io mi struggo di nostalgia e ci sono giorni nei quali darei alle fiamme il paradiso per poter tornare indietro, per tornare a respirare perché non lo faccio più da un anno, non so più come si fa, perché non so più come si vive, non so più se so farlo. La vita è colma di crudele ironia ed io ne sono una comparsa tragica e grottesca.

  7. DigitalAngel says:

    E non c’è alcuna possibilità di rimediare?

    • Purtroppo no. Ma io lo so che devo smetterla di guardare indietro, dovrei mettermi un paraocchi ed ingessarmi il collo e anche se ciò non mi farà guarire dalla nostalgia so di doverlo fare. E forse ci riuscirò. E riuscirò davvero a reinventarmi. Ma sembra ancora tutto troppo lontano.

  8. Topper says:

    Avevo dimenticato esistessero gli Stratovarius, dovrei un paio di loro cd da qualche parte.
    Arrivo decisamente tardi ma buon anniversario comunque…

  9. ciao volevo salutarti e farti i complimenti per il blog ci sono capitata per caso e m’è piaciuto!🙂

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