Crepuscol’aria

Ragnatele di sole tra gli alberi, odore di erba schiacciata, solletica i piedi, umida, spandendo aromi che non conosco. L’acqua ferma che sa di terra e bagna attese rimandate. Penso alle mie dita che dentro le tue mani si perdono e le parole che fluiscono sempre come fiumi in piena che non posso affidare a questa acqua perché non le porterebbe lontano. E’ forse l’aria che mi manca anche quando ha un altro nome, lo scoppio di risate lontane che ormai non riconosco nemmeno?
E’ un’estate che ha un viso sconosciuto, l’acqua senza sapore che bagna le labbra, lasciarla asciugare sulla pelle senza traccia, sentirsi come un panno umido steso al sole. Tra i miei pensieri continuo ad annaspare, come in questa acqua che non trattiene in superficie, in questa acqua difficile dove si precipita se ci si lascia andare. E continuo a trattenere tra i pugni, stretti, la paura di essere me stessa, di non sapere se ti troverò accanto per riportarmi a riva quando non avrò più la forza di lottare.
L’estate non è fatta per la solitudine eppure la coltivo come una pianta infestante, affonda le sue radici nelle mie vene e mi ritrovo ad amarla come tutti i tuoi difetti. Le illusioni che crepitano tra i sassi sulla riva, i miei passi che continuano a portarmi lontano da posti conosciuti e la nebbia che sale dalla terra e si incolla alle gambe come baci umidi ricevuti per gioco.
Aspettami al crepuscolo perché è il solo momento in cui ci possiamo vivere, quando il giorno caotico volge al termine e le sdraio cominciano a sparire, nella pace e nell’attesa; vorrei stringerti tra le braccia e non avere pensieri, vorrei guardare il sole spegnersi nei tuoi occhi e trovarci un sorriso, vorrei un sussurro all’orecchio per sentirmi speciale, arrossire di piacere, come un sole che affonda o come un papavero che sboccia, tra le tue mani.

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3 thoughts on “Crepuscol’aria

  1. è stata sottofondo di un’estate lontana, di riscoperte, di amoreggiare sulla spiaggia.
    e forse quest’anno manca l’estate, e la libertà, e dei braccialetti di perline uguali di cui non esiste più traccia.
    ma i miei sono ancora chiusi in un cassetto, non ho nessun mare che me li porti via.

    ti faccio compagnia nel programma di “botanica della solitudine, coltivare vasetti da trapiantare durante l’autunno”

    un bacio

    • Nemmeno io ho più un mare e nemmeno braccialetti; quel poco che è sopravvissuto è probabilmente chiuso in una scatola che non ho mai più avuto voglia di aprire. E’ tutto lì, in una scatola, come anche l’estate, che non esiste più, che l’unica marea che mi resta è quella dei ricordi destinata piano piano a calare. E forse non ci sarà nemmeno bisogno dei vasetti, ci sono solo piante infestanti, quelle che spuntano nei vasi al posto dei semi che hai amorevolmente scelto e aspettato, quelle che crescono a dismisura e risucchiano via la vita proprio ai quei semi che speravi di veder germogliare. Ed è tutto così: dalle speranze non fanno che nascere delusioni.

      Un bacio a te.

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