Amabili Resti

Affiorano dalla pelle, la tendono. Loro che sono nate con me, continuano ad abitarmi dal profondo; non sbiadiranno e non guariranno mai al contrario dei lividi e delle cicatrici, sono tangibili e forti, non come i sogni che mi esplodono come bolle di sapone nei pensieri.

La carena di un relitto che affiora lentamente dalla sabbia, spazzata via dalle onde: le mie ossa sono l’unica certezza che mi rimane quando tutto crolla. Per questo le vado a cercare, le conto ogni sera come un avaro con le sue ricchezze, desiderandone di nuove, sperando magari nel regalo di un paio di ali.

Le mie ossa sono tutto quello che ti rimane di me quando mi stringi e rimarranno l’unica cosa da stringere quando andrò via con le onde e la sabbia anche io. E allora non conterà più nulla: i miei pensieri, le mie parole, il pulsare del mio cuore. Conteranno solo loro. E saranno da contare. Semplici ed essenziali. E se va tutto bene ci saranno tutte. Non una di più né una di meno. Perché si cambia, si cresce, si soffre, eppure si rimane ancorati sempre alle stesse ossa.

E so che questo non l’avresti voluto leggere ma non ho mai mentito. Lo so che non si può guarire davvero. Come non si può scordare un amore, come non si può cancellare il terrore, come non si può vivere una seconda volta.
Perché non ho mai vissuto una seconda volta: sono sopravvissuta al mio suicidio, non è mai ripartito nulla, ho solo tirato sù le mie ossa.
Ti ho detto che non vivo più attaccata ad una bilancia e che questo è un bene. Ma non ti ho detto che lo faccio solo perché non mi serve: il mio occhio soppesa molto più crudelmente e precisamente di qualunque bilancia elettronica.

Non ti ho mai mentito. Io non so guarire.
Non sono generosa, non sono dolce. Sono crudele e avara di carne e amore. E adesso guardami e dimmi: credi ancora che sia bella?

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16 thoughts on “Amabili Resti

  1. Wish aka Max says:

    Chiunque sia in grado di scrivere così è bello. La bellezza non sempre è semplice e lineare. Spesso è complessa e tormentata. E la complessità e i tormenti nulla tolgono all’intensità della bellezza.

  2. Wish aka Max says:

    Sto prendendomi una vacanza dalla tecnologia, unica eccezione il Kindle, col quale ho scoperto un autore giapponese di cui mi sono innamorato perdutamente, Haruki Murakami. È magicamente ipnotico, leggo e non riesco a smettere… Per questo mi vedi meno. Il 27 torno operativo, e sarò molesto as usual…😆

  3. Wish aka Max says:

    E questo post è bellissimo as usual, dovresti seriamente pensare ad una storia, questo stile è veramente peculiare. Te lo dice uno che ha letto assai…

  4. per me lo sei.
    ci sono poche cose più belle dello splendore di una lucida, sincera disperazione.
    hai l’onestà di dire le parole morte, amore, ossessione, dipendenza con il loro significato. aprendo una finestra su tutto quello che c’è dietro, su tutto quello che le persone non dicono, che si può non lasciare andare quello che ci fa male, che non se ne va neanche per un attimo la consapevolezza di quello che vedono gli occhi di chi ci guarda. e di quello che vediamo noi, che è molto peggio. che lo ossa sono tutto quello che rimane quando la mente si spegne, quando le gambe cedono, quando tutto diventa nero.
    e che ti puoi anche svegliare dopo un tempo indefinito, 1 minuto, 10 minuti, 1 ora, una notte, con lividi sulle braccia, labbra spaccate, stomaco a pezzi, vestiti strappati e in qualche modo volerne ancora.
    finchè non dici basta, basta, perchè il tempo di recupero è sempre più lungo, perchè la mente è sempre meno lucida, perchè stai perdendo il controllo della tua vita e questo è insopportabile.
    e dopo un anno, due, tre, quando hai riscoperto la tua velocità di pensiero, la tua capacità di concentrazione, quando la tachicardia improvvisa è sempre meno presente, quando non ci sono più luci e ombre immaginarie davanti agli occhi, quando i nervi si sono rilassati, senza spasmi improvvisi, senza la voglia improvvisa di piangere in mezzo alla strada, senza sangue improvviso in momenti inopportuni. quando dopo tutte queste riscoperte senti l’odore, quell’odore chimico non puoi fare a meno dell’impulso di volerne ancora.

    tu sei.
    ed è bellissimo.
    siamo tutti imperfetti, è la consapevolezza che fa la differenza.

    un bacio

    • E’ terribile non potersi mai appellare all’ignoranza : non sapevo, non volevo, non capivo. Mai.
      Co nsa pevole
      Co l pevole
      Faccio autopsie di passato, prevedo il futuro, mi muovo nel presente come fosse un tappeto di vetri rotti sotto i miei piedi nudi. A volte vorrei non vederli e poter credere di saper camminare ad un palmo da terra. Ma la realtà è che mi scarnifico ad ogni passo stringendo i denti per fingere che non faccia male, che non ci sia nulla di cui preoccuparsi, che è solo dolore e passerà. Ma non passa mai.

      Un bacio a te. E grazie.
      E se non sai per cosa te lo dirò, in un giorno più sereno, magari.

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