Chimica Semplice

E’ una questione di equilibrio, di bilancio, di ordine fisiologico.
La folacina scarseggia, la tiamina latita, della piridossina non v’è mai stata traccia. Gli enzimi sono introvabili e il lattosio ne approfitta mentre il glutine, indisturbato, fa terra bruciata attorno a sè, più inesorabile della Kryptonite, eppure I’m not Superman e nemmeno Wonder Woman in effetti, pur avendone sempre apprezzata la sobrietà.
Ferro, zinco, rame e magnesio disciolti nel sangue in quantità errate, senza controllo, vanno alla deriva nei tessuti. L’attività elettrica ne risente, le sinapsi si ingolfano, i pensieri sfuggono e si accavallano, le prestazioni rasentano la mediocrità.
E’ una debacle, è anarchia o solo caos.
Avrei bisogno di integrare acqua, ossigeno e luce solare: chimica semplice che mi riporti in vita.
Voglio tornare a pensare che un battito accellerato sia sinonimo di emozione e non di tachicardia, che le farfalle nello stomaco facciano bene, che il sole mi scaldi la pelle prima di aiutare la mia produzione di vitamina D, che le mie guance si infiammino di rossore e non di febbre e che non sia un calo di sali minerali a farmi tremare.
Non voglio più essere un esperimento. Non voglio più essere il mio caso clinico. Voglio fuggire da questa trappola tragica che è diventata il mio corpo. Continuando a respirare.

15 thoughts on “Chimica Semplice

  1. Wish aka Max says:

    Credo di averti detto tra le righe da qualche parte che ho un amico che soffre della tua stessa sindrome. Quello che mi colpisce del tuo racconto è che nonostante l’abolizione del glutine non hai apparentemente risolto nulla. Il mio amico, dopo aver rischiato di morire, eliminando il glutine ha risolto tutti i suoi problemi. Non so se lo hai già fatto, e se è così perdonami per la ripetizione, ma mi viene in mente che potresti/dovresti sentire un allergologo, è possibile che insieme con il glutine ci siano altre sostanze (tipicamente lattosio e/o proteine del latte) che ti infastidiscono.
    Una cosa che posso però passarti, a titolo puramente informativo, è che la nostra mente può cose incredibili. Esiste un medico che sta facendo uno studio approfondito e con tutti i crismi del rigore scientifico in merito alla somministrazione di placebo. I risultati sono assolutamente stupefacenti. Nell’ambito dello studio uno degli esperimenti consiste nel portare i pazienti in quota e sottoporli ad attività di esercizio fisico con una serie di cablaggi che monitorizzano i parametri vitali. La semplice comunicazione al paziente che sta andando in ipo-ossigenazione da altitudine fa sì che (dopo la comunicazione e non prima) si manifestino tutti i valori pressori, di battito e altri parametri vitali tipici della ipo-ossigenazione da alta quota. La comunicazione contraria fa sparire i sintomi.
    Per dire che per l’appunto la nostra mente può cose incredibili. Spesso il pensiero positivo viene in nostro soccorso e ci aiuta a fare un pezzo di strada, o a rendere la salita meno dura.
    E comunque sono solidale, ti abbraccio virtualmente e spero tu trovi la forza.

    • Sono praticamente certa si stia scatenando tutto a partire dal cervello, perchè ho perso fiducia nel mio corpo. E’ strano, sai? Ho passato tanto tempo sentendomi inossidabile, quasi immortale: non mangiavo, non dormivo, avevo una resistenza robotica, un po’ di natura un po’ forgiata dall’orgoglio di volermi perfetta. Non avevo bisogno di niente. Poi il crollo verticale, caduta libera: debolezza inspiegabile, stomaco e intestino a puttane, carenza di ogni cosa, allergia a tutto. Ogni sera chiudevo gli occhi pensando: “quando domani mi sveglierò mi riconoscerò ancora?”. La diagnosi non è stata immediata, sono stata male davvero per tanto tanto tempo. Poi l’illuminazione e il recupero, lento. Sono trascorsi quasi due anni; alcuni mi dicono sia normale, che per ritrovare un equilibrio serva tempo, ma a me sembra già trascorso troppo tempo e durante tutto questo tempo la mia vita si è complicata ulteriormente, rendendomi sempre più nervosa ed insicura. E quindi credo sia essenzialmente questo: il mio corpo mi ha tradita e io non mi fido più di lui. Lo so che bisognerebbe saper perdonare…ma credo sia un po’ come quando un figlio ti chiede fiducia e quando la ottiene fa una cazzata formidabile e vorresti fidarti di nuovo ma hai paura che possa tradirti ancora e soprattutto mettersi nei guai (non ho mai avuto figli ma mi sembra l’immagine più affine). Ho paura di ammalarmi di nuovo, di qualcos’altro, di stare ancora più male. So che mi dovrei calmare, inspirare ed espirare, un po’ Iaia-way, ma…

      • PS: Secondo i medici starei bene, sono io che continuo a non crederci, a vedere oramai in ogni dettaglio il sintomo di qualcosa che non vada, a immaginarmi sostanze tossiche che razzolano indisturbate nel mio organismo…teoricamente non ci sono, ma il fatto di non sentirmi più la stessa non me ne convince.
        PPS: Forse riuscirò a scrivere una frase di senso compiuto ma non è detto…

      • Wish aka Max says:

        Tutte le frasi che hai scritto sono totalmente di senso compiuto. Il malessere è dentro, è evidente. E dovresti cercare di estirparlo. L’unico modo che hai è guardarti dentro. Io uso sempre un’immagine, e dico che guardarsi dentro è come entrare nella caverna di Alì Babà. L’arcano non è Apriti Sesamo. E non sono nemmeno i forzieri chiusi, le chiavi per aprirli sono nascoste lì nei paraggi, e i forzieri si aprono. Il difficile comincia quando aprendo uno scrigno si scopre che è pieno di guano. E bisogna metterci le mani dentro sino al gomito, iniziare a tirarlo fuori e ripulire le gemme che ci sono sotto. Questo è il lavoro. Se si hanno gli strumenti si può anche tentare di far da sé, ma è comunque complicato e faticoso. Perché si scoprono certe cose che uno non vorrebbe sapere. E perché bisogna mettersi in discussione in un modo che uno non ha mai fatto. Sino al midollo. Però il risultato, se si ha la costanza di andare avanti e non arrendersi, è spettacolare. Believe me, and take my word for that. E rinnovo l’abbraccio.

      • Sotto sotto temo che il guano non nasconda niente di buono; potrei dirti che ho già fatto dei tentativi, che tolto il primo strato ce n’è ancora un altro e un altro e un altro ancora. Ma risulterei patetica allo sfinimento perfino a me stessa e sono ben abituata al peggio di me. Quindi ci rifletterò sù. E’ che mi sento sempre come in guerra, immersa in un eterno disturbo post traumatico da stress. E che stress!!!
        E grazie per gli abbracci, ricambio di buon grado🙂

      • Wish aka Max says:

        Tu non hai idea di quanto bene io possa capire quel che dici. E’ difficilissimo. Tra l’altro per le femmine è ancora peggio perché gli schermi sono molto più duri da abbattere. Però ti dico una cosa. Dovrai credermi sulla parola perché non hai altro modo per verificare, quel che ti dico è che qualunque sia il numero di strati, qualunque sia la durezza e la compattezza, sono tutti scavabili, e soprattutto in fondo in fondo la gemma esiste. Il lavoro di scavo è faticosissimo, e spesso ci si avvicina al fondo per strade tortuose e non lineari. Si mettono a dura, durissima prova praticamente tutte le certezze che si sono costruite negli anni. Viene la tentazione di mandare tutto a quel paese e di “smetterlachétantononserveaniente”. Ah e poi c’è la paura. La paura di capire. Che è un altro bel muro di cemento armato. Ma se perseveri, se vinci le paure, se continui imperterrita nonostante tutto di dica di piantarla, viene un momento nel quale realizzi che qualcosa è cambiato. E curiosamente, sarà qualcun altro a fartelo notare, perché il nostro cambiamento per prima cosa si riverbera sugli altri. E’ quello il punto di svolta, capire che cambiare si può. E a quel punto la motivazione sale al massimo. Vabbè facciamo a turno con le frasi sconclusionate.🙂 E ce ne metto un altro ancora di abbraccio.

      • Ti crederò sulla parola ma lo farò bofonchiando, così, per darmi un tono ed esprimere il mio malcelato contrariamento ad immergermi nel “mio” guano fetente…umpf! E’ che odio darti ragione (non è vero, lo dico solo per le ragioni di cui sopra, sono abitata anche da un vecchietto testardo e spigoloso, oltre al ragazzino emo e alla donna frivola…sembro il protagonista di quel telefilm, di fine anni ’90 credo, quello in cui praticamente la storia si svolgeva a due livelli, quella reale e quella nella testa del protagonista…vabbè)…non so se sia il momento migliore o proprio quello pessimo per iniziare un percorso del genere sentendomi addosso la determinazione di uno spaventapasseri al momento…ma ci penserò sù. Comunque grazie, sono parole che bisogna sentire se si desidera motivare un cambio di rotta ma che arrivano raramente: basterebbe solo ricordarle al momento giusto. Gli abbracci invece fanno bene sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre sempre😄

      • Wish aka Max says:

        Ma quanti siete lì dentro?😀😀😀
        Ho dimenticato di dirti che oggi ti chiami Beatrice.

      • Secondo me manca all’appello ancora qualcuno…più un numero incalcolabile di animali…non ci si capisce niente! Come la Bice!!!😄

      • Wish aka Max says:

        Ah dimenticavo. Non c’è un buon momento o un cattivo momento per cominciare. C’è il momento in cui si comincia, perché si vuole cominciare.😉

  2. la chimica fa schifo.
    puzza.
    come la psichiatria.

    un abbraccio

  3. silenthell16 says:

    Questa canzone la conoscevo ma è stato un pugno allo stomaco lo stesso.Io non mi capisco, il mio corpo ho deciso di odiarlo e di lasciarlo com’è, fatiscente.Tu salvati, tu che ancora hai voglia di essere di abbracciare il mondo nonostante tutto.Sorella mia, salvati almeno tu, racconta al cielo quanto è profondo il nostro senso di orgoglio.
    Non sparire,te lo chiedo in ginocchio.
    Abbi cura di te, e sai che lo farei io se ti fossi accanto.
    Ti stringo fortissimo e ti bacio la fronte.
    Ta
    S

    • Tu devi deciderti ad amarti, cazzo, e devi crederci e devi farlo per te, ok? TE, prima di tutto, di ogni cosa, di ogni tempo possibile e impossibile! Io faccio esperimenti, rimetto insieme i pezzi del puzzle, cerco di capirci qualcosa…e abbraccio il mondo perché ho la abbraccite compulsiva e spero sempre che un abbraccio ritorni. E ci salveremo insieme, dove vuoi che vada? Io ti stritolo e sono pronta a dispensarti baci e testate in egual misura se mi fai preoccupare ancora. Ta

  4. DigitalAngel says:

    Voglio tornare a pensare che un battito accellerato sia sinonimo di emozione e non di tachicardia.

    Quegli attimi in cui non respiro.

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