Road work ahead

Questo è un post speciale, prezioso, come incontrare qualcuno una sera, in un luogo virtuale che ormai non esiste più, e odiarlo fortemente; poi incontrarlo il giorno dopo e scambiarci due parole, poi rivederlo di nuovo e sorridere pensando “Ancora tu?”.
Poi litigarci e capire. Che quando ti affezioni a qualcuno te ne accorgi in momenti come questi, che l’ignorarsi non conosce.
Poi ci si riavvicina. Poi ci si sorride. Poi si ripete “Nooo, ma ancora tu???”.
Solo che sono passati anni dalla prima volta.

E così si finisce a terminare le frasi l’uno dell’altra. Pensa un po’, l’avresti mai detto?

Ci sono strade fatte solo per portarti lontano,

di acqua e sale e nuvole, di polvere, asfalto e vento,

strade che non si voltano indietro ed ogni passo è una scommessa irreversibile.

Un passo dopo l’altro e un altro passo ancora. E già sto camminando.

E stanze d’albergo: temporanea evasione intima e promiscua in una dimensione asfittica e immanente.

Dov’è la mia casa? Sto cercando forse l’Eden o quell’isola che non c’è.

In una valigia un intero mondo e in quel mondo solo tracce caotiche di un passato tascabile.

Ovunque andrai porterai sempre te stesso, un sorriso e occhi gonfi di domande.

Percorsi estranei alla memoria intervallati da dejà-vu onirici.

Dove sono? Dove sei? Dal luogo del mio oblio ti sto chiamando.

Arrivare e scoprire di non aver tagliato nessun traguardo ma di aver raggiunto solo una tappa,

inseguendo l’orizzonte oltre il margine del tempo,

solo un luogo nel quale arrestare i propri passi per un po’ su una pietra miliare circondata dal nulla.

Oltre quella porta c’è ad attenderci il futuro.

                    Grazie
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14 thoughts on “Road work ahead

  1. Topper says:

    Mi piace molto l’ultima frase. Inizi parlando del passato e dopo qualche battuta si arriva molto oltre. Nel mezzo c’è tutto. Sono curioso ma non è la mia porta.

    • L’ultima frase è sua, di Naif Super. E’ lui, tra noi due, quello proiettato nel futuro; Io sono lo yin, il lato in ombra della collina, lui lo yang, quello solare. Io sono lo sguardo al passato, lui è il piede oltre la soglia. Poter scrivere questo post con lui è stato come completare una parte di me.

      • Topper says:

        Continuerai a completarla ogni giorno.

      • Nooo, proprio ogni giorno nooo, e chi lo sopporterebbe???😄 Scherzi a parte, a volte non c’è niente che aiuti di più ad evitare di ricadere negli stessi errori della parola di conforto o di critica di qualcuno che conosca un po’ i tuoi difetti; non è necessario che siano dispensati ogni giorno, basta ricordarli bene.

      • Topper says:

        Non intendevo con lui. O almeno non solo con lui. E’ un qualcosa che fai comunque ogni giorno, spesso senza volerlo. Poi sì, persone del genere sono indispensabili.

      • Sì, lo immaginavo, ma mi prendevo anche un po’ in giro per i miei incontenibili slanci emotivi che in questa occasione sono aumentati esponenzialmente nell’imbarazzo generale😛 Bisognerebbe farlo ogni giorno e soprattutto bisognerebbe evitare di fossilizzarsi su una proiezione di sè nell’immaginario per così dire “collettivo” che spesso diventa quasi ingombrante. Ricordarsi di migliorarsi aggiungendo pezzi al proprio puzzle e regalandone altri in un continuo mutare e crescere.

      • Topper says:

        Sei un personaggio complesso. Ma piacevole. Molto. Ho tanti pezzi di te, in effetti ci scriviamo da tanto, ma credo che il puzzle non lo completerò mai, anche perché non ci sarebbe piacere a finirlo.

  2. Wish aka Max says:

    Se capisco bene la parte tua era “tutta intera” e Naif ci ha scritto dentro. E’ molto bello, perché la tua parte è già autocontenuta (pessima traduzione di self-contained ma non me ne viene una migliore, confido che tu comprenda il concetto), ma la sua si incastra perfettamente dando vita ad un nuovo unicum.
    Bravi, tutti e due.
    Mi piacciono tantissimo “le strade che non si voltano indietro” e “gli occhi gonfi di domande”.
    E comunque i tuoi scritti mi smuovono sempre qualcosa dentro, c’è una musicalità con cui il mio intimo risuona. Grazie.

    • =^^= Esatto, sono parole ma descrivono due vite, due modi di sentire, due storie, le nostre. Potrebbero essere distinte e invece si incontrano; e come le strade a volte sfiancano, a volte si aprono su scorci meravigliosi.

      Grazie a te… la musica poi, per me, è tutto🙂

  3. V. says:

    Bellissimo post!Due anime che si completano.

  4. silenthell16 says:

    C’è stato un momento nel quale sapere che tutte le cose che avevo scritto negli anni passati erano distrutte, mi generava un dolore indicibile.Un nodo alla gola che per una settimana non ha voluto andarsene per nessun motivo.Ora son felice che non ci siano più perchè fanno parte di una me che non esiste più.Nel marasma di parole tu ci sei sempre, sei il ricordo bello e l’unico parere che davvero mi interessi quando scrivo qualcosa e sai bene che non dico mai cose a caso no?Forse continuerò con un altro nome, non lo so ancora, l’ispirazione tarda ad arrivare a volte oppure sono io troppo stanca e provata dalla vita dal non sapere più cosa dire.So per certo che sei preziosa e che non sopporterei di perderti di nuovo.
    “di acqua e sale e nuvole, di polvere, asfalto e vento”
    Qui c’è moltissimo di me, dei miei elementi e ricordo che qualcuno mi fece notare come io amassi mettere sempre l’immagine floreale nei miei scritti.Credo di essere a mia volta un fiore che si nutre di acqua e vento, che ama spargere sale sulle proprie ferite e passa il tempo a guardare i grani di polvere poesarsi sull’asfalto.
    Probabilmente il mio prossimo post partirà da questo incipit e ti ringrazio perchè non è facile regalarmi l’imput per scrivere.Ma tu sei diversa, sei come me.

    Ti lascio una rosa della Madonna, una specie quasi estinta, senza spine che cresce sui muri d’estate e che si schiude nelle prime mattine di primavera.Bella e indomita, stanca eppure mai vinta.

    ta
    S.

    • Perché sembrano fragili e invece resistono a tutto, perché sono liberi ma hanno bisogno di fiorire di cure, perché sembrano indifferenti e invece nascondono complesse meraviglie, perché vederli ringrazia dello stare al mondo. E sono candidi, nonostante tutto. E non potrebbero essere altrimenti. Conservano ogni colore del mondo, ogni ombra e restituiscono luce segreta. ἀσφόδελος, me lo hai mostrato tu. Ta, ti aspetto e ti aspetteró.

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