Hey hey, My my

Sfoglio foto che non mostrerò mai a nessuno. Ho ricci lunghissimi rosso rame, quasi fiamme sotto il sole, eppure risalgono a tempi estranei ai misteri della colorazione, quando “inferno” e “ciliegia” non avevano nessun denominatore comune e loro si schiarivano spensierati di salsedine in mesi di vacanze. Sorrido alla macchina e mi brillano gli occhi – quando ho spento quel sorriso? Ho una margherita tra i capelli, un twin set lilla, jeans scuri e Docs viola. Sono elettrizzata, allacciata a lui faccio smorfie all’obbiettivo: è la prima volta in un parco nuovo e sono innamorata, del giorno, dell’amore, di lui, dell’erba e delle rose.

Forse è stato questo ricordo di amore a vestire quel luogo di sacro ma sarei tornata lì per anni, ogni volta che avessi desiderato fuggire dal mondo.
Con i libri e il blocco da disegno, tante penne colorate e la bottiglietta dell’acqua a gocciolare nello zaino inzuppando gli appunti;
Con gli occhiali da sole anche sotto la pioggia, un cappotto di lana e gli anfibi sporchi di fango;
Con un cappello di paglia e una gonna che sfiora l’erba, a rincorrere scoiattoli e mangiare gelato;
Con la gonna a tubino, una camicia bianca e quelle odiose scarpe per sembrare più alta che non vedo l’ora di togliere per dimenare le punte dei piedi al sole;
Con le All Stars nere che non riesco a buttare via, le mani che tremano e la prima maglietta verde della mia vita, con sù la scritta “Revolution” in bubblegum fuxia, caotica e profetica mascotte di una rivoluzione iniziata per caso, con un ciao e un addio tra le mani, per la nostra ultima volta insieme.

Perché oggi sono lì solo nella mia mente, percorro i viali in silenzio seguendo i percorsi meno battuti, le onde si increspano scintillando alla mia destra ma seguo la strada che si discosta dal lungomare: voglio ancora sognare di catturare, in mille foto immaginarie, il profumo del roseto in fiore.

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11 thoughts on “Hey hey, My my

  1. Wish aka Max says:

    Cerca di ricostruire quando hai spento quel sorriso, avere un riferimento temporale preciso aiuta a capire. Perché se un sorriso si spegne bisogna capire perché, per poterlo riaccendere.
    E comunque scrivi proprio bene, sai? Quando leggo questi post mi sento preso per mano e portato via, in un mondo che non è il mio, una sensazione di rapimento molto intensa, che mon mi capita spesso. E credimi, ho letto, e leggo, molto.

    • Quel sorriso credo appartenga ad un’altra me, forse crisalide di quella che sono ora – nella ottimistica ipotesi di vivere un’evoluzione, naturalmente ;)- e mi manca, certo, come mi mancano miliardi di cose, oramai, che fuori dal loro tempo però non credo resisterebbero. Scrissi un tema, a scuola, sulla psicologia evolutiva dell’uomo come una progressiva conquista dell’esperienza attraverso un percorso, per costituzione, doloroso e impegnativo; in pratica sapevo già allora che mi sarei scavata la fossa da sola negli anni:) Sorrido guardandoLa, lei, la giovane me, e mi manca, certo, ma forse alcune cose non si possono rivivere ma solo conservare, con cura e affetto, come i primi amori, i biglietti dei concerti ai quali si è assistito, le collezioni di “Topolino”. Ora il mio sorriso è diverso, meno aperto, ma tra 20 anni, forse, sarà ancora un altro.
      E comunque quello che hai scritto è quello che vorrebbe sentirsi dire chiunque desideri scrivere (ndr: ma quello che scrivo ha ancora un senso? Perchè con le costruzioni delle frasi, consecutio e cose varie sto andando in crisi, sai? C’ho l’ansia da prestazione logico-grammaticale!) =] Quindi, come in verità tutti i tuoi commenti, anche questo finisce dritto dritto tra le cose da corservare con cura.
      E comunque buongiorno ^^

      • Wish aka Max says:

        Uh mamma, ci sarebbero talmente tante cose da dire che non basterebbe l’intera giornata… rubo qualche momento e vediamo dove arrivo.
        La prima e più importante, a proposito del tuo tema. Sono anni che sostengo che si cresce solo nella difficoltà. Perché è nella difficoltà che troviamo le risorse che non immaginavamo di avere dentro di noi, è nella difficoltà che le debolezze sono messe alla prova e sono compensate dalle forze, è nella difficoltà che ci troviamo all’angolo e sappiamo solo che dobbiamo uscirne, anche se apparentemente non c’è via d’uscita. Il fatto che tu ci sia arrivata a scuola è indicativo di una lucidità di pensiero non banale, che probabilmente ti aiuta nello scrivere. E’ anche indice di personalità complessa, il che probabilmente spiega perché mi piacciono i tuoi scritti. Le personalità banali non mi piacciono, mi stufano subito.
        Avevo iniziato a scrivere un pippone sui tratti caratteriali per parlare del sorriso ma mi sono perso, e preferisco cancellare tutto. In ogni caso, non è detto che delle cose passate non possano rivivere. Perché Topolino non lo collezioni sicuramente più, ma puoi prenderne in mano uno e rileggerlo, e perderti nella lettura esattamente come quando lo collezionavi. Situazioni diverse ma uguali (mi sto perdendo di nuovo, dimmi se quello che scrivo IO ha senso, ché quel che scrivi tu il senso ce l’ha eccome), una sorta di paradosso temporale dove una cosa nascostissima del nostro intimo sentire si riaffaccia in superficie, anche se inquadrata in una “cornice” mutata, cresciuta.
        E mo’ chiudo ché avevo iniziato stamattina alle 9 e poi sono stato interrotto, e poi hanno interrotto l’interruzione, e di nuovo interrotto l’interruzione dell’interruzione e adesso sto gestendo un ultimo interrupt facendo finta di partecipare a una audioconference😉
        ah, e buongiorno (dimenticavo ;))

      • Quello che scrivi non ha solo senso. Adesso mi metti un po’ in crisi perchè, io lo ribadisco sempre ma forse non ci si crede davvero, a me imbarazza da morire scrivere, commentare etc, una parte di me deve convincersi che tanto nessuno leggerà per uscire fuori e si scontra con l’altra parte, quella convinta che la comunicazione sia tra le forze generatrici più potenti in natura, quindi ho continui slanci e ritiri, un po’ come le onde del mare, per tornare al tuo post. Questo per dire innanzitutto che il solo fatto che tu legga, ma legga davvero, legga per capire e conoscere, è straordinario quanto prezioso. Ma ancora più prezioso è il fatto che quando commenti regali sempre qualcosa. E mo’ chiudo anch’io che mi sento che mi sono giá lanciata troppo poi finisce che non invio. E invece lo faccio subito e pure senza rileggere.

      • Wish aka Max says:

        Come ho detto le persone semplici mi interessano poco. A me interessa la complicazione. Poi magari sono terribilmente incostante e rovino le cose con le mani mie, però rispetto al fatto che “leggo davvero” lo faccio sempre, quando mi interessa. E quando mi si smuove qualcosa scrivo anche, è bello che tu dica che ti regalo qualcosa, perché quello è esattamente il mio intento.🙂

      • Wish aka Max says:

        Ecco rileggendo tutto ho ripreso il filo del sorriso.
        Quel che volevo dire è che in questa specie di paradosso temporale che riguarda tratti caratteriali che pensiamo sopiti ma sono pronti a riemergere, ecco quel sorriso vale la pena di andarlo a cercare, perché secondo me si può riaccendere. Questo lo dico perché se hai detto che non sai quando si è spento, per come leggo io significa che un po’ ti manca. E quindi se lo ritrovi facile che ti faccia star bene. Magari ritrovarlo significa ritrovare la capacità di lasciarsi un po’ andare senza problemi, di essere spensierati, o semplicemente di essere capaci per qualche tempo di dimenticare la miseria umana quotidiana e godersi dei bei momenti in santa pace, assaporando serenità e chissà, forse un attimo di felicità.
        (meglio che abbia cancellato quello prima, era DECISAMENTE un pippone indigesto…😀 questo mi pare meglio, sempre pippone ma in versione light :D)

      • Sono una nostalgica inguaribile…quell’innocenza perduta e quella verginità mentale mi mancano, forse anche solo perché non potranno più tornare.

  2. non lo so, alle volte sfoglio l’album dei miei maliricordi e spesso non mi riconosco più.
    faccio fatica a ricordare, è come se la mia mente fosse stata devastata da continui blackout.
    eppure certe immagini compaiono vivide, incancellabili, terribilmente reali.
    posti, momenti e odori che la mia razionalità ha rimosso, tornano più vivi che mai.
    e mi mancano.
    e mi manca.
    mi manca non sapere quello che poi sarebbe stato.
    mi manca l’assenza del sapore della nostalgia.
    e nel rivedermi riesco a ricordarmi ancora me, come se niente fosse successo, come se potesse essere possibile tornare così solo volendolo. e in 10 secondi quell’immagine si scioglie portandomi a quello che sono ora senza spiegarmi perchè.
    e poi faccio un passo e vado avanti lasciandomi tutto questo alle spalle sorridendo all’idea di avere ancora qualcosa da ricordare e qualcosa di cui sorridere. qualsiasi tipo di sorriso sia

    • Forse non c’è un perché, come per altre mille domande fondamentali, almeno secondo me: è così. Punto. Però credo che, finché rimane un sorriso e qualunque esso sia, si possa conservare il ricordo per riviverlo per un attimo e ritornare al presente; il problema sorge quando, nelle lacrime di cui sono inevitabilmente bagnati i ricordi, si desidera annegare.

  3. nei miei momenti peggiori sfoglio spesso le foto. Mi aiutano a guardare la strada che ho percorso. Una volta le guardavo ogni giorno come se fosse un’ossessione perché cercavo la luce bianca di vita che era sparita dai miei occhi. Guardo le foto per guardarmi da fuori perché a volte quasi non mi comprendo. Se cerchi il tuo sorriso fai una foto ogni giorno. Non comparirà subito ma se vedi anche un solo lembo delle tue labbra rivolgersi verso l’alto allora è un piccolo passo. Sorridi.

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