Cercami nel 2046

Io sono una brutta persona. Sono distante, aliena, chiusa nel mio mondo. Eppure ti sono accanto ogni giorno, ma solo quando non puoi vedermi. Calpesto la stessa erba che han solcato i tuoi passi e spero che il vento mi porti il tuo respiro. Quando incroci il mio sguardo mi volto e avvampo, mordendomi le labbra di nascosto. Se mi rivolgessi la parola sussulterei spalancando gli occhi e poi sarei ruvida e distaccata e mi allontanerei velocemente.
A volte mi capita di sfiorare l’impronta delle tue dita sulla maniglia di una porta che hai appena varcato e penso a come sarebbe prenderti per mano. Sono accanto a te sulla panchina

    che hai appena lasciato.

      Dico: “Hai visto quelle nuvole in cielo? Non sembrano tanti bambini all’uscita da scuola? E quella lì? Quella è una giovane innamorata di quel ragazzo, quello nascosto dal cappello di nuvole lì dietro, e quelle, quelle rondini che passano, han preso il volo dalle sue mani e lei spera che lo raggiungano perché è come se a raggiungerlo fosse una parte di lei, anche se quella parte è solo un suo sogno…”.

Chissà come reagiresti se ti dicessi una cosa del genere. Forse rideresti di me. Forse capiresti che sono una brutta persona. Per questo quel sogno preferisco tenermelo stretto.
E le nuvole mi guardano piangere, sola, seduta su una panchina. E chissà cosa pensano.

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18 thoughts on “Cercami nel 2046

  1. Wish aka Max says:

    C’è una meravigliosa battuta in Kill Bill 2, quando Bee ha appena inferto a Bill la “five point palm exploding heart technique”.
    Bill: Pai Mei taught you the five-point-palm-exploding-heart technique?
    The Bride: Of course he did.
    Bill: Why didn’t you tell me?
    The Bride: I don’t know … because I’m a bad person.
    Bill: No. You’re not a bad person. You’re a terrific person. You’re my favorite person. But every once in a while, you can be a real cunt.

    Ciascuno di noi è bello e brutto, nessuno di noi è completamente bello o completamente brutto. Questo secondo me pensano le nuvole.

    • Sono sagge le nuvole; ho sempre pensato che ad osservare s’impari, almeno la lucidità. Ma rimane il fatto che la bellezza è presente in quantità variabile e la mancanza di equilibrio è una costante. Potrei fottermene del resto e vivere e basta, essere come sono e punto. Ma non ci riesco. E comunque buongiorno *

      • Wish aka Max says:

        Buongiorno…😉
        Oggi mi sento tanto orientale e ti dico: se c’è soluzione, perché ti preoccupi? Se non c’è soluzione, perché ti preoccupi?
        Questa è una facile boutade. Meno facile applicarla sul serio. Non ti dico di fare questo, perché (parlo per me) prima di arrivare a questo ci vuole tanto, tanto lavoro. Quel che ti dico è di guardare il simbolo del Tao. Nel nero, nella parte più grande, più importante del nero, quella che occupa tantissimo spazio, c’è un puntino bianco. E questo punto bianco appare proprio nel punto in cui il nero sembra dominare, sembra prendere il campo come dominatore incontrastato. Nel nero, nella disperazione, nel dolore più profondo, c’è (intrinsecamente, non dall’esterno) la speranza, la positività. E questo ti consente di andare avanti. Ma. Ma, c’è sempre un ma. Ma nel momento in cui sei all’apice della felicità, della positività, dell’energia, ricordati, RICORDATI, che dentro quella felicità, quella positività, quell’energia c’è il puntino nero, quello della depressione cosmica, dell’infelicità, della negatività.
        Ti auguro sinceramente di vivere su un plateau bianco, la mia personale esperienza è di un roller coaster bianco e nero. Ma credo che ci passiamo una trentina d’anni…😉

      • Uanname, 30…21, almeno credo😄 Difficilmente riesco ad affogare nel bianco…ho a disposizione varie sfumature di grigio e il nero che lo compone è la paura, paura di sbagliare, di non capire o solo di esistere. Sempre che la paura sia nera. A volte c’è anche la paura di essere sempre la stessa, di non aver imparato nulla. O quella di conoscere, di mettersi in gioco. E poi quella di lasciarsi guardare dentro. E poi, e poi. La paura ha mille forme. E consuma. E divora. Ed è difficile da gestire. E ci sto lavorando. E quello che mi hai detto lo conservo che poi, lo so, con la teoria me la cavo ma la pratica lascia a desiderare. Ma voglio imparare. E se poi qualcosa dovesse ritornare da me, se riuscissi ad avere una seconda occasione per tutte le mille che ho perso, vorrei darmi una soddisfazione. E gli auguri me li prendo tutti e me li tengo stretti che salvano il cuore.

      • Wish aka Max says:

        Per lasciarsi guardare dentro da altri è necessario averlo fatto approfonditamente in prima persona. Sempre per esperienza personale ti dico che si pensa sempre di averlo fatto ma viene un giorno in cui si capisce che ci so degli aspetti di noi totalmente inesplorati, e accuratamente nascosti. Scava, se ti stanchi riposa un po’ ma poi riprendi, perché se smetti di scavare per troppo tempo le buche si riempiono da sole…🙂

      • Sono una ferma sostenitrice della speleologia introspettiva, un lavoro a tempo pieno che oltre allo sforzo però richiede di saper accettare di allevarsi mostri nel cuore, a cui magari, col tempo, ci si è pure affezionati. E non pretendere lo stesso dagli altri perché non è possibile. E sentirsi fragili. Ho sempre l’impressione che continuare a smuovere e scavare renda tutto più instabile…

      • Wish aka Max says:

        Interessante questo ultimo commento. La mia esperienza è che si tratta di un processo che lì per lì destabilizza, perché all’inizio non si è neanche consapevoli che il mostro nel cuore (carina questa, la faccio mia…) esista. Quando lo si scopre all’inizio se ne ha paura, poi lo si addomestica e alla fine diventa quasi un vecchio amico, praticamente innocuo, che si sa come calmare quando si agita troppo. E questo nel tempo contribuisce ad aumentarla, la stabilità generale. Poi certo, siamo esseri umani, ben lungi dalla perfezione, però se la voglia di lavorare e di scavare non viene meno, diventiamo consapevoli che siamo migliorabili. E la cifra del miglioramento viene dagli altri, spesso da chi meno te lo aspetteresti.

    • E tornando per un attimo al discorso del reportage, non avere l’aifon e non essere su faccialibro potrebbe compromettere la mia posizione?

      • Wish aka Max says:

        Ahem… Francamente ti facevo più social… Ok potrei fare un post fotografico su quella sottospecie di blog chesta facendo la muffa…. Così gli appassionati non social potranno soddisfare le brame conoscitive…😉

      • Nooo, sono la donna A-social per eccellenza!!! XDXDXD Guarda che ci conto sul post adesso!!!

  2. el says:

    le nuvole ci guardano e fanno il tifo per noi. alcune più delle altre, quelle che più ci somigliano. e magari, un giorno, quando sopra quella panchina ci sarà il giusto equilibrio di nuvole, tu non sarai sola o semplicemente ti sentirai bella e sorriderai.
    intanto io ti abbraccio.

  3. silenthell16 says:

    Le brutte persone non dicono mai di esserlo, lo sono e basta sguazzando allegramente nella loro brutturia appunto.Tu fortunatamente non sei affatto una brutta persona, anzi.Ricorda sempre quanto è grande il mio affetto per te dopo quanti?4 anni forse.Il tempo vola sul serio.
    Per quanto può contare je t’aime, che detto in francese fa tanto film anni 20.
    Ta
    S.

  4. NaifSuper says:

    “Io sono una brutta persona”. Se stai parlando di te stessa, non ti conosci affatto. =_=

    • Ehhh, ma così mi fai passare per quella che scrive il post gigione giustappunto per ricevere commenti così…mi crederesti capace di tanto?

      • NaifSuper says:

        Se anche fosse una buona dose di autostima che buon pro ti faccia, mia delicata biancaneve gigiona.😉
        Che poi non è vero che non abbiamo bisogno di continue rassicurazioni e conferme. Sapere come siamo percepiti dagli altri ci dà in qualche modo la misura di noi stessi. Se l’altezza o la larghezza, non saprei.😛

      • 😛 Buonanotte G., grazie*

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