Io sono quello che ai sogni sopravvive

Voi Biancaneve non l’avete conosciuta: non ha mai avuto amici, ad esclusione dell’ombretto color asfalto e della smemoranda strapiena di piercing, colore, musica ed inchiostro, delle unghie dai colori acidi e dagli angoli sapientemente appuntiti, del nero e del rosso dei tagli, della saliva e della bile, dei conati delle 08.00, dell’insonnia delle 03.00, dei chilometri di matita sul banco, della fame persistente, della rabbia devastante.
Voi non l’avete conosciuta perchè si è gettata da una finestra anni fa.
Oggi vorrei raccontarvi di lei. È il suo giorno, un giorno di primavera.
Non ricordo esattamente come fosse la primavera quell’anno, di sicuro non così tardiva perchè l’aria calda serpeggiava sul muro.
Biancaneve odiava la fisica, ma non da sempre, dall’inizio di quell’anno, quando tutto aveva cominciato a diventare difficile, come mangiare, dormire, respirare, sorridere, guardare in faccia la gente, vestirsi, uscire di casa, trovare un motivo.
Biancaneve era solo stufa di tutto questo: una bambina annoiata e testarda, profonda e capricciosa, quella che sfida l’obbiettivo nella foto. Era tante cose che nessuno voleva indagare. Un relitto abbandonato alle alghe e alla sabbia, da seppellire lentamente, a consumarsi di ruggine e voci lontane. Viveva sott’acqua, dove la luce non arriva e i suoni sono di un altro mondo, dove si intuiscono le forme ma non si apprezzano i dettagli.
Non l’é mai piaciuto stare sott’acqua, perchè ha sempre avuto paura delle trappole, di non poter fuggire. Ed è quello che voleva fare: fuggire. Solo questo. E l’ha fatto. Se n’è andata, nell’ora di fisica.

Quello che è rimasto di lei abita in me, convive con la razionalità che si è aggiunta poi, con gli effetti della sertralina, con la stanchezza e la noia, con il senso di colpa ed il rimorso. Lei sognava di volare, io no. Lei è stata la libertá, innocenza protetta e perduta; io sono quello che ai sogni sopravvive.

Per tutti coloro che ci sono stati, che ci saranno, per chi ha ascoltato quello che aveva da dire e che ancora torna nelle mie parole, perchè un abbraccio rimane ancora, sempre e comunque, un abbraccio per lei, per noi, perchè a volte vorrei non averla lasciata andare e sempre vorrei non mi avesse lasciata, perchè ancora vorrei mi avesse insegnato a volare prima di andare via per sempre.

Questo è il 200esimo post. Per 200 volte ho rivissuto quel momento, per 200 volte ho chiuso gli occhi. Uno schianto improvviso, come lasciarsi sfuggire un bicchiere di mano. È fisica. Un attimo soltanto. Una distrazione.
200 volte, 200 mg al giorno. Ed è tutto più leggero.

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9 thoughts on “Io sono quello che ai sogni sopravvive

  1. mi fai cercare la commozione che dentro di me ormai non c’è più

  2. NaifSuper says:

    Primavera estate autunno inverno e ancora primavera (per citare quella perla di Kim Ki Duk). Perché qui è decisamente primavera.
    E dato che il sonno sta per impadronirsi di me non aggiungo altro al momento. Dico solo che pure la duloxetina non è affatto male.😉
    Notte Dolceneve!

  3. silenthell16 says:

    Un giorno racconterò di quella me in tempi lontani, quella me che viveva e che ora non riesco più a trovare.Siamo così simili io e te come se qualcuno ci avesse nascoste di proposito e leggerti oggi mi fa sentire meno sola, in questa stanza che è sempre vuota.
    Ti voglio bene, un bene sincero come le foglie con la prima rugiada che le bagna, come il cielo che è sopra di te e vorrei capisse che tesoro sei.
    Sono qui, sarò sempre qui.
    ta
    S.

  4. Feu Follet says:

    Credo che lei, la parte originale di lei, sia ancora dentro te… da qualche parte… ma non per farti del male, non ne sarebbe più in grado. E’ lì semplicemente per aiutarti a ricordare le cose che credi di aver perso per sempre. Devi solo provare a cercarla…

    • Quando l’ho sentita andare ho pianto. Ho pianto fino a stare male, fino alle convulsioni. Poi è passato. Sarà sempre la bambina dentro me, le sue paure continueranno ad albergare nel mio cuore. E L’altra me, quella cresciuta, quella che sta cercando di diventare grande, continuerà a cercare di risolverle i problemi. Non si può fuggire dal dolore, non si può combattere il dolore, si può solo cercare di lenire e guarire. Grazie di aver letto questo, per me è importante.

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