Un nuovo giorno

Se incontrassi un giorno i miei occhi atterriti tra la gente vorrei che mi fermassi; Mi fermassi e stringessi anche cercassi di scappare.
Se incontrassi i miei occhi vorrei che fosse per un istante peró, poi che mi lasciassi piangere senza più cercarli.
E se sentissi i miei singhiozzi squassarti il petto vorrei non cercassi di placarli, non tentassi di asciugare le lacrime copiose.
Stringendomi più forte e restando in silenzio; Ci volessero anni, vorrei aspettassi.
E se scivolassi a terra, sfinita, vorrei mi raccogliessi e mi accarezzassi per una notte intera fino a farmi addormentare, scaldandomi il sonno con la tua pelle, lasciandomi dormire sul tuo respiro.

E se il giorno ci sorprendesse ancora allacciati sarebbe iniziata una nuova era.
Un giorno nuovo. Una nuova vita.

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18 thoughts on “Un nuovo giorno

  1. Black says:

    Ti lascio questa, insieme ad un mio respiro.
    Per te.
    Un bacio, :*

  2. silenthell16 says:

    Taci. Su le soglie
    del bosco non odo
    parole che dici
    umane; ma odo
    parole più nuove
    che parlano gocciole e foglie
    lontane.

    Ti lascio questi versi che hanno accompagnato la mia vita per tanti anni, sicura che li amerai quanto io ho fatto.Non aver paura di piangere, non averne mai.Sii fiera del tuo pianto, portalo addosso come un amuleto, una pietra grezza, un ciondolo d’ametista.

    ti stringo
    ta
    S.

    • “…su la favola bella
      che ieri
      m’illuse, che oggi t’illude…”

      Se le mie lacrime fossero perle e le tue parole d’incanto fossero gemme avremmo più ricchezze di qualunque principe.

      Ti stringo a me.
      *

  3. wow.
    sono un po’ a corto di parole ultimamente.

    quindi solo, wow.

  4. E se il giorno vi sorprenderà ancora abbracciati… tu spegni il sole, rimani in quell’abbraccio… continua a vivere.

    • Se quel giorno arrivasse mai segnerebbe di certo l’inizio di una nuova vita e da quell’abbraccio non vorrei liberarmi mai più.*

      • Quella nuova vita di cui parli già in parte è iniziata… l’idea di sognare quel momento, l’idea di desiderare qualcosa, è di per sè già forza pulsante di vita ed entusiasmo… cmq vada è vita.

      • L’arrivo di quel giorno implica la risoluzione del mio personale “peccato originale”, la macchia sulla pelle che da sempre aspetto guarisca, la ferita nell’anima capace di distorcere la realtà. Quando non avrò più timore di essere abbandonata, quando le lacrime smetteranno di sgorgare, quando non ci sarà più bisogno di distogliere lo sguardo, quando non ci sarà più bisogno di ottenere cure “speciali” forse rinascerò nuovamente, completa.E quella vita non sarà più testimonianza di “resistenza” ma solo di “entusiasmo”. Lo sogno, lo desidero, forse non ci sarà mai abbastanza tempo in questa vita, che comunque vada, sì, è vita. E mi sta insegnando tanto.
        ***

  5. NaifSuper says:

    Un nuovo giorno. Un giorno nuovo.

  6. DigitalAngel says:

    Restando in silenzio, accanto a te, a quelle tue lacrime. Finché il giorno vi sorprenderà ancora lì, i suoi occhi sul tuo profilo immobile. Come quando ti sei addormentata.

  7. non posso comprendere cosa tu intenda per “peccato originale” ma quello che ho imparato nella vita è che ogni gesto va fatto credendo pienamente in se stessi ed ogni errore commesso (e compreso) deve essere la strada che si percorre per il proprio percorso di crescita. Ho molte ferite nell’anima e ho commesso errori che non mi perdono ma sto imparando lentamente ad accettare i miei errori come frutto di debolezze che ora non ho più… perchè quegli errori mi hanno aiutato a diventare più forte. Tramuta le tue debolezze in coraggio e forza, questo è lo spirito vincente per accettare quelle parti di noi che non amiamo, che talvolta disprezziamo, che spesso vorremmo cambiare ma ormai il tempo è stato. Il tempo in questo caso aiuta a lenire, aiuta ad avanzare, ma devi potergli dare una possibilità di aiutarti in questo. Abbi fiducia del tempo che deve venire, e guarda la strada percorsa… negli errori e nelle cose giuste. Ho resistito per tanti anni ma ora piano piano il mio entusiasmo sta ricomparendo ancora più tenace di un tempo. mi auguro, pur non conoscendoti, che la tua strada possa prendere questa piega. Buona giornata. un’anima fragile.

    • Chiamarlo “peccato originale” è un mio vezzo: non parlo di un’azione commessa quanto di un “difetto” riscontratomi alla nascita. Benigno, comunque. Estirpato senza lasciare alcuna traccia di sè nella pelle. Ma profonde ferite mal rimarginate, anche molto più a fondo. A volte mi assale il terrore che la mia sia una debolezza congenita, difficilmente estinguibile, nonostante il coraggio e la forza d’animo. Sicuramente, come dici, il tempo aiuterà a guarire, forse definitivamente; e se non a guarire ad accettare quello che di me non posso cambiare, quello che sono, quello che ho vissuto e le sue conseguenze. Forse un giorno riuscirò a sorridere del terrore che certe situazioni, certe condizioni, ancora oggi, evocano in me. Confido nel tempo che verrà, confido nella possibilità di crescere ancora, di imparare a difendermi. Forse non avrò più bisogno di un abbraccio per far sparire alcuni fantasmi dal mio cuore, forse imparerò a bastarmi. Ma per ora desidero ancora tanto “qualcuno” che sappia riconoscere i miei attimi di debolezza e che sappia alleviare il dolore che mi piomba addosso, senza che sia necessaria una mia esplicita richiesta. Infantile, forse. Ma mi farebbe sentire realmente meno “sola” contro tutto questo. Mi dispiace che anche tu abbia, pur se per altri motivi, attraversato momenti molto difficili e spero davvero che, l’entusiasmo di cui parli, si ristabilisca saldamente e ti ristabilisca appieno. Riuscire a guarire gran parte delle ferite riportate è un percorso duro ma salvifico. Ti ringrazio sentitamente per l’augurio. Buona giornata e buon fine settimana***

      • Anche io penso che certe spiccate fragilità e sensibilità non siano solamente dovute alla vita ma che siano invece congenite al nostro modo di essere. Non si spiegherebbero persone molto empatiche e persone più superficiali. Il manifestarsi delle cose e le esperienze vissute modellano la nostre indole primaria però siamo noi stessi gli artefici della nostra vita perché abbiamo una sola occasione. Non si può certo cambiare ciò che si è vissuto ma si può sperare di avere il coraggio di trasformare quelle esperienze in insegnamenti e forza d’animo. Io ci sto provando e sono certa che il fatto che tu stessa ti ribelli a questa condizione è un fuoco sacro che devi conservare sempre vivo in te perché è il principio del cambiamento. A presto rileggerti e grazie per questo sentito ed emozionato scambio di opinioni.

      • Grazie a te***A presto.

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