BluCobalto

Lo stesso giorno di un anno qualsiasi, un giorno lucido e luminoso, un freddo meno feroce, impronte di Doc’s sulla battigia. Le mie. Una manciata di vetri colorati, una collezione di sassi piatti da far saltare sull’acqua: il bottino di un incedere distratto e meravigliato. Affondare le dita tra le pietre minute e umide, come penetrare tessuti pulsanti e millenari, sfilarmi le scarpe e i calzettoni rabbrividendo, caracollare incerta e dolorante sulle pietre, arrotolare i jeans fino ai polpacci, sfiorare l’acqua gelida lasciandomi sfuggire un involontario squittìo, giocare con le onde che lambiscono le caviglie, seguire la coda argentata di un piccolo pesce, inzupparmi fino alle ginocchia, ridere come un bambino sapendo che sarò l’unica a sgridarmi per questo. E poi giocare con la luce del sole, guardarlo attraverso le dita e lasciare che accenda riflessi aranciati tra i capelli mentre le ombre attorno si dipingono di blu cobalto. Chiudere gli occhi. Ascoltare il sospiro dell’acqua che si stira pigramente accanto scivolando sulla sabbia. Sincronizzare al suo respiro il mio. E scoprirmi felice ed innamorata per un istante.

E scoprire che mi manca. Mi manca da morire.

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4 thoughts on “BluCobalto

  1. Black says:

    “E’ un mondo diverso che voglio,
    altro che storie,
    senza né despoti né preti
    più giusto e libero se vuoi
    dove abbracciare
    il sole il mare la terra l’amore.
    Quanto ti manca l’amore?”
    [Il Teatro degli Orrori – Direzioni diverse]

    Resto sospesa tra i tuoi respiri e le loro parole, che tanto amo.
    E si, a volte è meglio essere la bambina di se stessi e rimproverarsi da soli. Piuttosto che esserlo di altri, che ti rimprovereranno senza conoscerti.

  2. silenthell16 says:

    Mi siedo sulla sabbia e ti guardo bambina.Fragile come una scheggiatura su un bicchiere, ed altrettanto bella.
    Forse un giorno guarderemo le nuvole e riusciremo anche noi, a vederci forme fantasiose.
    Io ci spero.

    Ti bacio piano
    tua
    S.

    • A volte vedo in loro forme così spaventose che preferirei non saperlo fare, ma nessuno è mai stato accanto a me a giocare con le nuvole.
      Una bambina mai cresciuta, tante ferite, una sola grande cicatrice. L’inclusione nella gemma che la rende meno preziosa.

      Ti stringo forte***

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