Come nocciolo e caprifoglio

Ho scritto per te storie piene d’amore. Le ho scritte con l’indugio di un gesto familiare e dolce, come preparare la tazza di caffè bollente che troverai domattina, come si pettinano i capelli arruffati di un bambino spiandone con un sorriso le smorfie nello specchio, come si preparara una torta grandiosa seguendo una ricetta che non si è mai provata prima. Ti ho descritto parole di fiato, di vento, di stagioni che corrono incontro all’estate. Ho usato parole di vetro, di rabbia e d’orgoglio, lucide di acciaio come mortali armi bianche ma senza filo, per non farti male. Ti ho raccontato gli inverni che hanno temprato il mio sangue, senza gloria gli errori che seguono la mia ombra, gli incubi che siedono con me alla mia tavola, che bevono dal mio bicchiere, che dormono con me. Eppure sono sempre i miei silenzi a descrivere puntualmente ogni attimo, le parole che non trovo, le più preziose. Dovrei raccontarti la quiete, l’assenza di ogni battito a precedere ogni pensiero, a tradire ogni attesa, dovrei descriverti la sospensione di ogni desiderio, di ogni paura, di ogni azione. Perchè solo quando mi smarrisco puoi raccogliermi, solo quando non so cosa dire puoi trovare il tempo di baciarmi.

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3 thoughts on “Come nocciolo e caprifoglio

  1. Black says:

    Il silenzio.
    Nasce tutto da lì.
    Gli sguardi, soprattutto. Non sai cosa dire, e loro sono lì. Pronti a scavarti l’anima con un battito di ciglia. Seguiti da baci intensi che distruggono le difese delle paure e dei pensieri.
    Ed è allora, che ti rendi conto di essere viva.

  2. DigitalAngel says:

    Se tu potessi leggere, ora, il mio pensiero, sapresti cosa davvero vorrebbero lasciarti le mie parole.
    Col silenzio so esprimermi meglio, forse perché col silenzio comprendo meglio che con le parole dette [che non posso più udire]

  3. Le storie d’amore vanno scritte con il gusto del quotidiano perché è nel trascorrere dei giorni che si costruisce un amore. Perché la bellezza di una coppia non sta solamente nei loro corpi intrecciati ma anche nell’intreccio dei gesti di routine nel giorno qualunque.

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