If Only You Knew The Rain

Hey. È arrivato un altro inverno. Non ti ho mai chiesto di rimanere. Ma avrei voluto conoscere il destino dei tuoi sogni. È così facile gettarli in pasto agli sconosciuti? Forse. Ma io, quelli che mi hai confessato, li sto conservando da anni. Stanno morendo e non so cosa sarebbe stato di loro. Stanno morendo con me. Li hai dimenticati, cancellati. Come me.
È un altro inverno. Fa così freddo. La neve mi terrorizza. Ho paura di confondermi, di perdermi e sentire lentamente il sangue ghiacciarsi, lontana da casa, dimenticata da tutti. Sognavo di non avere più paura. Ed invece ascolto ancora gli stessi pezzi. Mi commuovo sempre sugli stessi passaggi. A volte cammino distrattamente tra i fiocchi che mi piovono attorno, poi alzo gli occhi e mi incanto a vederli danzare. Non li avevo mai visti così vicini prima d’ora. Pensavo fosse materiale per favole: la neve abbagliante, la musica che immagini eppure è così reale che puoi quasi ballarla, immaginazione che si fa reale e realtà che lentamente scolorisce. Non avrei mai immaginato fosse cosí. Eppure, a volte, vorrei solo poter sentire ancora sulla pelle un temporale.
Forse è una vita a metà quella di chi crede a tutto. Di chi crede a tutti. E a nessuno. Non ti ho mai chiesto nulla. Non chiedo mai nulla. Non posso sottrarmi alle vite degli altri che mi piombano addosso come maree e come maree se ne vanno, portandosi via pezzi di me e lasciandomi i loro relitti nel cuore. Sono la compagna della disperazione. Sono stata la compagna della tua e di 1000 altre.

Domattina prenderó carta e penna prima di uscire, mi accoccoleró affianco al Danubio e cominceró a scrivere. Chissà se hai mai finito il tuo libro.

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16 thoughts on “If Only You Knew The Rain

  1. Black says:

    “Un tempo instabile,
    un vuoto di marea,
    lei resta lì
    immobile
    […]
    L’autunno carico
    di vento limpido
    la lascerà immobile.
    Come un qualcosa che
    non è stato mai sfiorato.
    Guarda immobile
    la vita d’altri che
    la rifletterà
    come un viaggio a metà.”
    [Subsonica – Vita d’altri]

    Quegli inverni instabili e fragili fanno parte di me. Li conosco bene.
    E bruciano più di un sole estivo che consuma la pelle.
    Spero che il Danubio ti abbia ascoltata.
    Un soffio.

  2. silenthell16 says:

    Ho visto la neve di cui tu parli, poco tempo fa.Il solo ricordarla mi fa stringere il cuore in una morsa che trita le arterie.”Sono la compagna della disperazione”, tu sai quanto mi rispecchio in questo.Corriamo negli anni come guerrieri pronti a tutti, convinti che siano spade quelle nelle nostre mani, accorgendoci poi che quei bei gigli all’arrivo nella città ormai deserta. son già appassiti.
    Ti mando tutto il mio calore.

    S.

  3. invidio lo sfondo romantico del danubio di una persona che sa vivere nella mia stessa disperazione.
    a volte lo sfondo tutto.
    a volte anche solo un cielo può far dimenticare.

  4. silenthell16 says:

    Kokia – Il mare dei suoni

    Possano le mie dita toccarti il viso in questo mattino che tarda ad arrivare.

    Un pensiero e un abbraccio.

    Ta
    S.

  5. Penso sia bellissimo commuoversi sugli stessi pezzi e sugli stessi passaggi…

  6. Volevo mandarti un messaggio privato😄 E’ in questi casi che mi manca splinder😄 Non so se qui si può.

    Comunque io sono Anto🙂

  7. Feu Follet says:

    Forse non è una vita a metà quella di chi crede a tutto e tutti… solo che la metà che non si percepisce è quella che gli altri non comprendono… dopotutto credere è una dote che solo in pochi possiedono! Sii fiera di essere come sei perchè non è da tutti e porta sempre nel tuo cuore un luogo caldo che ti possa scaldare nelle fredde giornate come questa.

    Sempre stregata dalla fluidità delle tue parole,
    un abbraccio “termico”😛.
    F.F.

  8. E me lo dici adesso?!?😄 Ma non eri fra i miei amici? Sinceramente non ti ricordo…

  9. È facile gettare in pasto agli sconosciuti i sogni perchè è un modo per vederli da fuori e allo stesso tempo è un modo per sentirli ancora vivi. Gli sconosciuti saranno più avvezzi a dar ragione ai nostri sogni senza fermarci davanti alle difficoltà perché sono sconosciuti e di noi in fondo non sanno nulla… a volte è rischioso. Altre volte però è quella carica e quel coraggio che tante volte cerchiamo per andare oltre alla prudenza. Per credere ancora in loro. Quante persone ho visto avvicinarsi alla mia vita e poi allontanarsi e portarsi via una parte di me. Vorrei cambiare l’ottica. Vorrei poter credere che quei pezzi di me non li ho persi, e che li potrò guardare con gli occhi degli altri ogni volta che vorrò. Ma spesso non so dove cercarli.

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