That’s the gift and that’s the trick in it

Ci sarebbero tante parole semplici per spiegare quello che provo, le cerco continuamente. Non le trovo mai. Non provo altro, a volte, che quel senso di vertigine, quel vuoto che spalanca il petto a risucchiare ogni energia. Hai mai cercato un punto molto in alto da cui poter guardare sotto di te pur soffrendo di vertigini? Lo faccio continuamente ed ogni volta sento di cadere ed ogni volta, ancora, quel vuoto e la paura. Anche il mare, di notte, per me era lo stesso. Lo sentivo ruggire da qualche parte, sotto i piedi. Se guardavo l’orizzonte vedevo solo dell’irrequieto nero, una massa brulicante da mostro mitologico, che si avvicinava fino ai piedi, poi scompariva e sapevo che sarebbe ritornato, ma mai quanto vicino, forse fino ad afferrarmi le caviglie e farmi gridare di terrore e sorpresa, ma non mi allontanavo, rimanevo immobile ad aspettare, ad attendere il suo ritorno, che mi risparmiasse o mi portasse via.
A scuola, ricordo, non riuscivo a distogliere gli occhi dalla strada pensando a tutto quello che, in quel preciso istante, stesse accadendo, in ogni parte del mondo; Non riuscivo a smettere di pensare a quante cose, quel preciso istante, portasse con sè, replicato per tante vite quante mai potessi immaginarne e pensavo quante di queste vite avrebbero potuto essere la mia, chi altro sarei stata se solo, in quel preciso istante, fossi stata chiunque altro ovunque nel mondo.
A volte mi chiedo se un bambino, guardandomi oggi, potrebbe mai sognare di essere al mio posto. Chissà se sarei in grado di spiegargli che neanche io so come sono arrivata qui e quanto desideri ancora essere chiunque altro da qualche parte nel mondo.

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5 thoughts on “That’s the gift and that’s the trick in it

  1. NaifSuper says:

    Come dare espressione a questo vuoto?
    Se solo le parole bastassero a colmarlo…

    • Non bastano mai e in un certo senso anche questo è il bello e l’inganno dello scrivere, del comunicare: funziona solo se coinvolge, se passa attraverso, se lo si vive, se si è in due. Serve qualcun altro, un cuore un’anima, un cervello. Le parole non bastano mai.

  2. DigitalAngel says:

    Si, è probabile che sia successo.
    Perché anche io pensavo le stesse cose. Quindi perché non anche qualcun altro?

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