All that could have been

Fuori, oltre le pareti di questa stanza, forse piove da secoli, bagnando una scenografia fissa di qualche vecchio spettacolo di cui non ho mai fatto parte. Ma è dentro che il tempo si consuma. Come le mie dita sul vetro, sul mio fiato in dissolvenza,  a ricalcare ciò che posso vedere solo chiudendo gli occhi. Come lo scorrere della penna sul foglio. Il suo respiro grattato sulla carta. Mentre si compongono storie senza parole.

– Per tutto ciò che poteva essere e non sarà mai. Per tutto ciò che nasce per errore. Toccando, a volte, per pochi istanti, perfezioni quasi inimmaginabili. Per il destino insolito di vivere a ritroso nel tempo, intrappolati in un sogno che abbiamo fatto da bambini e che non riusciamo quasi più a ricordare. Per tutte le illusioni nelle quali crediamo fermamente, per tutti quei frammenti di bugie che compongono la più sincera delle nostre verità. Per tutto ciò che forse sarebbe stato, per tutto quello che non ho mai avuto –

e che va via da me.

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One thought on “All that could have been

  1. Topper says:

    Per tutto quello che devi fare e che farai. L’unica cosa che conta veramente. Perché non sarà qualcosa che va via da te ma qualcosa che verrà fuori da te.

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