Fiato in dissolvenza sui vetri freddi. La mia presenza, un'intuizione sottile come l'elettricità. Connessione remota alle tue notti più profonde, al susseguirsi anonimo di ogni giorno. L'occhio che veglia sui tuoi gesti, l'imbarazzo di un attimo, un pulsare sordo e costante, tra cuscini e intimità, l'affannoso gorgogliare della moka e il caffè come un rovescio di vita, come acqua calda sul ghiaccio. E' la primavera che tarda o forse è la mia impazienza alle tante promesse. Un piacere sottile come un taglio sul cuore, l'urgenza di fuggire che chiama sogni complici sotto un cielo rosso notte; Noi, soli in questa città che soffoca il cielo, sulle sue nuvole dense camminiamo a testa in giù.

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9 thoughts on “

  1. OrphenLight says:

    Mi piacciono le prospettive che assumi nel ritrarre istanti della tua vita e della realtà in cui ti muovi. Mi piacciono le tue proiezioni di ciò che senti e sogni su ciò che osservi.
    Mi fa piacere che tu non cammini da sola.

  2. "Un piacere sottile come un taglio sul cuore"

    immagini distillate in luce.. parole vibranti..

    Un sorriso

  3. Anotherday says:

    ogni volta è come vedere qualcosa ho sempre bisogno di respirare quando finisco di leggerti 

  4. Abbiamo qualcosa in comune.

  5. #5
    Non credo affatto.

  6. FeuFollet says:

    Grazie per il tuo commento. Non pensavo che leggessi ancora quel blog dimenticato… mi ha fatto molto piacere!
    Sono stata assente, lo so… sono incostante e anche molto incoerente! Tenterò di rimediare.
    Per una volta ancora Feu Follet… la prossima volta chissà!

    Ps. Leggere i tuoi post è sempre un piacere per la mente. Invidio molto la tua capacità di trasformare parole in vivide immagini piene di emozioni.
    A presto.

  7. totta9 says:

    "E' la primavera che tarda o forse è la mia impazienza alle tante promesse".
    E a un tratto penso che forse, a furia di vederle rinnegate, non sappiamo neanche più crederci alle promesse. Forse non sappiamo neanche più cosa ci sia dietro quelle parole dette per sciogliere un nodo o allentare una stretta.
    Ci resta la realtà. E quella è l'unica parola che non possiamo mettere fra vigolette.
    Peccato.

    un abbraccio*

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