La notte non ha colpe: regala tenerezze in soluzione. Ma all’alba il calore scivola via come da un buco di proiettile.
Il canto degli uccelli, ancora, sotto questo cielo pesante. Il cellulare lampeggia verde di chiamate senza risposta.
Sospensione temporale metropolitana. Flash di facce smorte e terree alla crudele luce dei neon.
Arriccio pensosa i riccioli tra le dita: indice, anulare, indice, pollice, indice, anulare, indice, pollice…non penso a nulla. Decodifico.
Strizzo gli occhi allargando le narici.

C’è qualcosa nell’aria, senza un nome. Cerca di catturare la mia attenzione come un pizzico alla base della nuca.
Voci che disturbano la messa a fuoco. Occhi malevoli e veleno. Ma qualcosa cambia.
Il X cederà il passo al XIII o viceversa.

"Abbasserai le palpebre per non vedere dal vetro, le ombre che fan smorfie, mostri serali arcigni, una nera plebaglia di demoni e lupi"
Sognato per l’inverno, In treno, 7 ottobre ’70 – A. Rimbaud

E poi c’è quest’enorme fontana che lascia nelle narici odore di salmastro. Il vento tagliente lo soffia negli occhi, lo incolla ai capelli ed il rumore di acqua ribollente riempie i timpani.
Come se la città, tutta, a tratti riemergesse, bella di un’eternità marcia e putrescente e poi si inabissasse; Popolata di spiriti con lo stesso tocco gelido delle alghe, che ti accarezzano e ti prendono sottobraccio trascinandoti nella danza e nella cantilena, ubriaco ed infetto. Chi ha lasciato che il mare si portasse via tutto. E chi ha imparato che, prima o poi, tutto è destinato a tornare.

Now some have die and some are alive
and others sail on the sea…
The bell has been raised
from its watery grave
hear its sepulchral tone
a call to all, pay heed the squall
and turn your sails to home…
Hoist the Colours-H.Zimmer

[Wide eyed and hopeful]

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2 thoughts on “

  1. no, la notte non ha colpe..nessun momento perfetto lo ha.
    come nessuna bellezza merita una punizione.
    un bacio

  2. T02M3NT3D says:

    me lo sono sempre chiesto. In passato ne facevo quasi una questione di principio, magari mi irrigidivo persino, come se qualsiasi cambiamento, anche marginale, fosse inaccettabile. Poi, nel tempo, mi sono ritrovato cambiato, in maniera tanto profonda quanto inavvertita, e allora mi sono chiesto quante delle cose, delle persone che ho vissuto, avrei potuto affrontare in un’altra maniera. Mi sono chiesto cosa penserebbero certe persone se mi vedessero come sono ora. Ci sono cambiamenti positivi e altri che lo sono meno, ci sono delle scelte che ti restano appiccicate addosso e da cui è difficile uscire. In fondo, quando ci sono dei lati di noi che non ci piacciono, quando la nostra vita non ci piace, qualcosa dovremmo pur fare.

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