…Grace

C’è una casa minuscola. Vi abita una donna bionda. Pare sia mia madre. Anche se la ricordo bruna. La casa, invece, non la posso ricordare. Ciò che è rimasto di mio è in una scatola in cantina. Mi chiede di portarlo via. Non lo faccio. Non ho posto. Non lo voglio. Ho portato via solo i MIEI libri.

          LEI teneva in casa una libreria personale sottochiave, pur non leggendo mai. D’abitudine prendevo i volumi quando era fuori, riponendoli prima del suo ritorno. Aveva accettato, suo malgrado, che, a dieci anni, ottenessi la tessera della sezione adulti della libreria provinciale. Sperando di tenermi lontana da ciò che era SUO. Tutto questo la spaventava. I libri corrompono. Come la droga, la musica rock e il sesso. E sua figlia era strana.

Ora mi guarda da lontano, le braccia conserte strette al petto. Guarda con irritazione i miei piedi ciondolare nel vuoto, mentre, stesa sul cornicione del suo terrazzo, fisso la terrificante distesa di puntini luminosi su sfondo nero che mi sovrasta.

       Sto pensando che, un giorno, cercherò in quella scatola un’agenda, una con la copertina chiodata e un bordo di spille da balia. Dentro c’è il kit che mi hanno consegnato all’uscita del primo concerto: un preservativo, un manualetto di interventi di pronto soccorso in caso di abuso di droghe ed un lecca lecca rosso; oltre ad una foto di Jeff, sotto la scritta: "He Falls from Grace".

Respiro lentamente, allentando il pugno di vertigine che mi affonda nei polmoni. Le orecchie ronzano, il cielo mi schiaccia. Affondo.
Come quando mi mancava lo Z****. AsSheFallsFromGrace.
E’ come sentirsi il centro di un universo sfatto. Guardare il cielo che crolla. Affogare davanti ad un tramonto. Sono sicura lo pensasse anche lui.
Mentre il sole gli lasciava negli occhi una notte senza stelle.


"There’s the moon asking to stay
Long enough for the clouds to fly me away
Though it’s my time coming, I’m not afraid, afraid to die
My fading voice sings of love,
But she cries to the clicking of time,
Of time

Wait in the fire…

And she weeps on my arm
Walking to the bright lights in sorrow
Oh drink a bit of wine we both might go tomorrow,oh my love
And the rain is falling and I believe
My time has come
It reminds me of the pain I might leave
Leave behind

Wait in the fire…

And I feel them drown my name
So easy to know and forget with this kiss
But I’m not afraid to go but it goes so slow

Wait in the fire… "

Tagged , , ,

4 thoughts on “…Grace

  1. Smetteresti, tra le mie unghie, di avere tanto estro. Allora, come me, aspetteresti il fulmine.

  2. la nuova canzone del blog è stupenda!! quello che hai scritto..ancora di più!!
    non riesco mai a capire se parli di avvenimenti autobiografici o è tutto frutto della tua fantasia!! in ogni caso sai scrivere e questo mi piace!!
    un bacio

  3. JD1981 says:

    Jeff Buckley?! Ma stasera proprio è destino che debba riascoltarlo eh? Grazie mille del commento…una sera in cui non casco di sonno ti dirò anche qualcosa di più sensato, prometto.

  4. krayms says:

    Ma che bello e’ sentir suonare il mitico jef tra le stelline del tuo mondo!!…

    …la mia voce sbiadita canta d’amore
    ma lei piange per lo scorrere del tempo

    aspetta nel fuoco…

    …camminando verso le luci scintillanti nel dolore…

    …mi ricorda il dolore che devo lasciarmi dietro…

    …non ho paura di andare, ma tutto procede così lentamente.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: