Inside me

Voglio.
Ora.
Far male. Affondare i denti e le unghie. Inocularmi sottopelle.

Sogno.
Ogni giorno.
Di chiudere gli occhi lentamente, stipando nei polmoni, in un respiro profondo, ossigeno e distruzione, fino a sentirne la pressione schiacciarmi le costole. Poi espirare, effondendoli, sciogliendoli. Sentirli propagarsi dalle braccia a croce, allungando le dita per assecondarne l’onda d’urto. Ed infine aprire gli occhi sul nulla.

Stringo.
Ogni notte.
Le braccia attorno al corpo, incrociate ad allacciare i fianchi. Le gambe raccolte, i capelli sul viso, sulle braccia, sul petto, ad avvolgermi. Un gomitolo d’ossa. Senza sonno. Senza pace.

Apro gli occhi.
Mattina.

Ciocche di capelli umidi di lacrime incollate sul viso. Ghiaccio nello stomaco. Libero le gambe scalciando le lenzuola fredde (perché il mio corpo non produce calore?), scivolo ai bordi del letto, appoggiando con cautela i piedi sul pavimento. Ok, non ci sono vetri né puntine. Avrei voglia di riempirmi le narici dell’odore di acquaragia. Le tele giacciono abbandonate in qualche angolo di questa casa che non riesco ancora a “possedere”. Inciampo nei libri sparsi sul pavimento, nel disordine trascurato che mi sto seminando attorno. Troppo vuota per fare ordine.

La luce che filtra dalla finestra mi ferisce gli occhi, irritati, socchiusi. Io che riuscivo quasi a fissare il sole non sopporto più neanche questa luce sporca, come fumo.

Ho fame. Sopratutto di notte. Fame, come se non avessi mai mangiato. Mi sento consumata. Uno spettro, o forse peggio. I miei occhi fanno paura. Ultimamente me lo sento ripetere spesso.

Il mio sguardo cade sui tarocchi sparsi sul pavimento. Saranno lì da due settimane. Dall’ultima notte. Il ricordo mi risveglia un conato di vomito. Nausea. La sensazione di forza centrifuga di quando si è ubriachi. Ma io non avevo bevuto. E non stavo sognando. La sensazione di un sibilo all’orecchio. Io che mi volto, d’istinto, ma non c’è niente, nessuno. Il freddo improvviso, forse un brivido, ma persistente, giù per le vertebre. Io che guardo le mie mani, come se le vedessi per la prima volta e la sensazione di non vederle, io. E poi rabbia. Incredibile. Incontenibile. Io che mi alzo di scatto, urto il bicchiere dimenticato sul pavimento, l’acqua si rovescia sugli schizzi sparsi.
Le mie mani, sugli occhi, poi sul bicchiere, lo slancio della spalla a scaricare contro il muro, uno schiocco secco, una cascata di sottili tintinnii. E un ghigno, che mi solleva gli angoli della bocca, bagnata dalle lacrime che scorrono dai miei occhi stupiti, lo sguardo al muro e alla mia mano, tremante, colpevole, ora come abbandonata. Fuggire. Via. Nella notte, respirandola. Sotto un cielo violaceo di stelle. Rosse. Come sangue.

E, da allora, una voce, come carezza, come nebbia, come oppio, dietro i miei occhi, che ripete: “Non farti domande inutili. La risposta già la sai. Io lo so, lo sento, dentro te”.

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11 thoughts on “Inside me

  1. amo il tormento che può donare l oscurità..è per questo che tutti la fuggono..solo chi non ha paura di sé stesso ama starvi a contatto ed affrontare la propria pazzia..
    “l’oscurità
    nata per nascondere il bianco innocente
    il desiderio della notte..”
    (Nightwish – Whoever Brings the Night)
    XDciau!!

  2. pastrocca says:

    ciao stella..

  3. @Claire: Nightwish?Dovrò decidermi ad ascoltarli..è un po’ che spuntano ovunque!
    L’oscurità..molti la fuggono e altri la cercano, condanna o esilio che sia..

  4. elisabetha says:

    L’oscurità può essere salvezza e condanna, verità e bugia, innocenza e colpa…bisogna solo guardare dall angolazione giusta.
    Un bacio ma belle

    E.

  5. “Space monkey in the place to be,
    Riding in a rocket to a planet of sound,
    Shooting the moon, playing Dominoes in drag
    An increase in population of a hundred percent”
    Space Monkey- Placebo

    Questi stupidi giorni suonano così.

  6. mjertovjek says:

    Occhi impastati di oscurità vedono molto lontano. Oltre il confine labile della cosiddetta realtà.
    Strano come alla fine ci si abitui e paia quasi normale.

  7. Ang3loN3ro says:

    Le mie carte non parlano più.
    Sanno che non voglio vedere.
    Voglio solo sentire.
    E’ la testa che vuole risposte e ragioni. Al cuore non fotte un cazzo.

  8. ViOrLeN says:

    Scivolo tra le tue parole inciampando in frammenti di me rinnegati,dimenticati,odiati. I miei tarocchi costretti in un drappo di velluto rosso,nascosti infondo ad un cassetto,seppelliti da inutili cose che continuo a tenere qui.E io troppo lontana.Vorrei esserci.Vorrei essere.Ma qui non tocco.
    Tra i tuoi palmi lascio una carezza.

  9. kizwitch says:

    Madonna fai paura…se non ti conoscessi così bene ( ^_^ ) faresti proprio spavento! -_-

  10. @ Kizwitch: Proprio perchè mi conosci bene dovresti avere più paura..muahahaha!
    Penso che rispolvererò un po’ il mio voodoo!!

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