Luna

Dipingimi distorto come un angelo anormale che cade
Offendimi, se odiare è un crimine il prezzo è uguale e fa male
E vedo te, io e te, niente conta in fondo
Illumina annulla le paure oh luna nulla è uguale
Sarò così onesto
come se tu fossi il mare, il mare
E vedo te, io e te, niente conta e crolla, crolla
E vedo te, io e te, niente conta in fondo.
                                                               
Luna Verdena

Chiazze di luce biancastra spezzano il buio delle pareti. Alcune, a fasci, attraversano la stanza ad intermittenza e spariscono, come fari radar di un carcere. Si staglia nettamente contro la finestra opaca la mia sagoma nera, una sfumatura azzurata sui capelli, la pelle innaturalmente pallida. Appoggio lentamente le dita sul vetro. Freddo sui polpastrelli, mentre un alone di condensa si allarga tra le dita. L’osservo propagarsi dalle mie mani come una magia, la conferma che finchè il mio corpo è più caldo di quel vetro sono ancora viva.
Una voce alle mie spalle mi costringe improvvisamente a tornare.
"Vieni qui". Tra l’ordine e l’invito. Caldo ma fermo.
Il buio all’interno, per contrasto, sembra essersi fatto più denso. Tentenno, sbilanciandomi tra un piede e l’altro. Sono scalza, come sempre. Fa freddo, troppo freddo per aprile.
Mi muovo lentamente, cercando di abituare i miei occhi all’oscurità, soppesando le distanze a memoria. Allungo una mano, più o meno all’altezza delle ginocchia, le orecchie all’erta. Un fruscìo. Ci sono. Respiro e pelle.

"Che succede?"- chiedi, una stonatura di allarme nella voce. Ci sono abituata.
["Che succede?" mi chiedi…
                                                "Che succede?"..

Succede che vorrei guardarti negli occhi,
vedere se le tue pupille mi rispondono ancora,
 se esplodono ancora in due immensi laghi neri.

C’è che vorrei fossimo ancora noi due,
 quei ragazzini stretti sotto la pioggia,
 
ai nostri piedi zaini fradici tra peluches e uniposca,
 capelli e gocce, imbarazzi e dita intrecciate.

Vorrei ti ricordassi che eravamo noi quei due.
Vorrei che ti ricordassi che siamo stati noi a crederci.]

Ti scivolo accanto. Ora vorrei solo sentissi ancora il rumore dei miei pensieri. Tra tenebre e luna.
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7 thoughts on “Luna

  1. leggere ciò che scrivi mi ricorda troppo di esperienze passate..la tua poesia finale è stupenda..mi piacerebbe incollarla nel mio blog..se scrivo il tuo link ti arrabbi??
    fammi sapere..non mi muovo senza un assenso..mi dispiace ma c è troppo di me..
    XDciau!!


  2. perchè tutto quello che scrivi mi fa rabbrividire..perchè le tue storie
    ricordano tanto la mia..perchè sei l unica persona che quando leggo mi fa
    salire un brivido lungo la schiena al pari di emily bronte!!
    GRAZIE!!
    XDciau!!


  3. perchè tutto quello che scrivi mi fa rabbrividire..perchè le tue storie
    ricordano tanto la mia..perchè sei l unica persona che quando leggo mi fa
    salire un brivido lungo la schiena al pari di emily bronte!!
    GRAZIE!!
    XDciau!!

  4. Grazie, ma sei sicura???
    Cavolo che imbarazzo! Inserito nella colonna..vicino alla luna!!
    Prima o poi riuscirò ad assegnare anch’io i miei premi, forse..
    -*Kisses*-

  5. FuocoGreco says:

    “C’è che vorrei fossimo ancora noi due,quei ragazzini stretti sotto la pioggia, ai nostri piedi zaini fradici tra peluches e uniposca, capelli e gocce, imbarazzi e dita intrecciate…”

    Come sempre le tue cose migliori arrivano dai dettagli. Gli uniposca, gli zaini bagnati, le dita che non sanno neppure come muoversi…

    Questa è la verità della vita, perchè è più forte delle parole. Oserei dire più forte dei sentimenti. Vibra oltre lo scritto per giungere direttamente al fondo delle cose.

    Ed è così che mi piace leggerti.
    Bhè, buon fine settimana.

    A risentirci!

  6. oNdaTroniK says:

    la vividezza di ciò che eravamo è incancellabile e indistruttibile. aspirare al passato è dolce ed appagante a volte. ma dai non dimentichiamo anche i vantaggi del progredire; se il maelstrom è più profondo, anche la cresta è più vicina al cielo!
    sunsetman!

  7. Ang3loN3ro says:

    La potenza si nasconde nel piccolo. La rivedi in quei frammenti inalterati dal tempo. Nel loro ruggito sempre grandioso e sempre attuale. Nel loro sanguinare, sempre vivido. Sempre fresco. E poi noi. Proiettati con la testa sempre verso il futuro a divorare ogni cosa. Inseguiti e sempre assediati dalle grida dei nostri passati. Senza tregua. Ferocemente e intensamente.

    Ti abbraccio

    Brian

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