Apro gli occhi, scivolo fuori dalle coperte; un brivido mi attraversa, mentre cerco di indossare il maglione. Luce abbagliante invade il soggiorno, luce bianca, fredda come riflessi sul metallo, occhi sbarrati sulla tormenta che imperversa fuori.
In cucina. Gocce di condensa lungo gli infissi, si raccolgono in piccole pozze sul ripiano; odore di frutta matura e gallette proviene dalla dispensa. Tutto il resto è come è stato lasciato da me.
Catene di gesti sclerotizzati: la moka da smembrare, i suoi pezzi da sciacquare, quell’acqua così fredda da far appannare il rubinetto e farmi stringere i denti; frigo, luce accesa, secondo ripiano, latta, caffè. Un cucchiaino, due, il terzo lentamente, per costringere ogni granello nel filtro.
Poi. Un suono. Occhi chiusi, rapiti.
È lo scintillio abbagliante dei sassi sulla riva, è il loro cantare con le onde sull’arenile. Tu che mi prendi per mano, un gesto sicuro, io che mi faccio sostenere ridendo. Le nostre voci che si confondono con le onde, i nostri occhi e denti che scintillano come i ciottoli. Siamo onde che si lasciano andare sulla spiaggia, siamo sicuri nella brezza, siamo incerti e incespicanti, naturali e perfetti. I gabbiani…
Sono certa fossero gabbiani.
Ma non ci sono gabbiani. Né onde o abbracci. Né grida di gioia e stupore. Né risa. Né sale.
Sono 5 minuti in ritardo. Sono le 7 e ancora il caffè non è in tavola. Apri gli occhi, stupida, ricaccia le lacrime. È solo un giorno come un altro. Un altro giorno da eseguire.
eppure sono sicura che quei gabbiani non ti abbiano lasciata sola mai, neanche per un attimo.
quasi come se te li portassi come calamite ovunque. si muovono come fossero la tua ombra e gridano.
e pensa, ogni sera prima di dormire, li sento anche io.
Quei gabbiani non esistono più, sono solo ricordi, come tutta la mia vita, un’accozzaglia di momenti senza logica. Sono viva nei miei flashback, sono automa vuoto nel presente. È tutto morto in un momento determinato del passato e ne sono perfettamente consapevole. Io non sono una sopravvissuta:io sono un cadavere a cui nessuno ha detto ” addio”.
io “addio” non te lo direi mai.
è comprensibile.
Perché mi avrai dimenticato prima. Succede sempre.
Mora,
io non sono il sempre.
io non sono gli altri.
così mi offendi, perchè se c’è una cosa di cui sono certa è che io non dimentico. mai.
Non voleva essere un’offesa. Io credo succeda inevitabilmente. Se hai visto un’offesa in ciò che ho scritto ti chiedo scusa e mi dispiace. Non era una considerazione personale ma generale.
ma no quale offesa
per dire che no, non succede sempre.
perchè stiamo annidando tutti questi commenti?
stoandandoinpanico.
(ti voglio bene scricchiola)
Non mi spiego come mai, ma non risultavo come tua follower. Ora ti senti molto meglio, vero?
Perché sei mia follower. :*
Yeah!
il problema è che dopo un giorno ne viene sempre un altro.
bella fregatura.